Didattica on line, i rischi che corrono gli studenti

Ecco la mia personale opinione rispetto al maggiore rischio, per i ragazzi/e, nel fruire della didattica on line ai tempi dell’emergenza sanitaria coronavirus.

Premesso che non metto assolutamente in discussione le disposizioni del governo, non è mia materia e quindi accetto ciò che ci viene consigliato di fare. 

Premetto, inoltre, che sono orgoglioso di appartenere alla categoria degli insegnanti perché in questi giorni moltissimi colleghi si sono attivati per realizzare una didattica a distanza. Ricordo che siamo in corso d’anno e nessuno poteva prevedere tutto questo. Ci si sta attrezzando al meglio grazie alla dedizione degli insegnanti.

Aggiungo che ho iniziato ad occuparmi di Formazione a Distanza nel 1995, e sono un fan della didattica on line. In questi giorni di forzata inattività infatti sto lavorando ad un importante progetto proprio di Formazione a Distanza. Ne conosco ed apprezzo tutti i pregi, però posso dire che conosco anche i suoi difetti.

Al di là delle piattaforme utilizzate, delle connessioni più o meno funzionanti, esiste un “peccato originale” quando si parla di Formazione a Distanza o didattica on line. Questo rischio riguarda il tema dell’autodisciplina.

È vero che oggi possiamo caricare video accattivanti, milioni di informazioni in rete e renderle disponili alle persone. È vero che oggi esiste praticamente un tutorial per ogni cosa. Il punto è che pur disponendo di tutto questo è la persona che deve alzarsi dal divano, accendere il PC o altro strumento, collegarsi e cercare ciò che gli serve. 

Una volta che è connesso spetta alla persona attivarsi per estrarre le informazioni utili dai video, dai power point etc. Qui possono iniziare i problemi, perché è molto più facile distrarsi, guardare il telefono, aprire altre finestre (magari Facebook o altri social). A questo punto il video prosegue, il professore spiega al meglio la materia, ma lo studente, pur essendo fisicamente collegato davanti al PC è su altri pianeti.

Qualcuno obietterà che questo accade anche in classe, è vero. Ma la presenza fisica di un insegnante esperto, che si accorge dello studente distratto può richiamare la sua attenzione.

È altrettanto vero che esistono appositi software che segnalano se uno studente collegato sta navigando contemporaneamente in altri siti. Così come è altrettanto vero che una buona Formazione a Distanza può prevedere azioni da richiedere periodicamente allo studente per riportare la propria attenzione al compito.

Poche però, ad oggi, sono le lezioni di didattica on line così pienamente strutturate. D’altra parte, in questi giorni si sta facendo fronte ad una situazione di emergenza, per cui molte delle lezioni on line sono semplici. Se non altro perché il docente non ha avuto tutto il tempo a propria disposizione per sviluppare una didattica on line così interattiva.

Gli insegnanti, inoltre, stanno chiedendo agli studenti di svolgere una mole un po’ maggiore di compiti scolastici in autonomia. Questo per compensare il lavoro in classe. Qui viene chiamata in causa la capacità di organizzare il proprio tempo. Alcuni studenti però hanno difficoltà in questo, la via più facile è la procrastinazione. La tentazione di fare dopo (dopo la partita alla Play Station, dopo il proprio programma TV preferito) è forte.

Quello che è certo è che, quando sarà conclusa l’emergenza sanitaria e i ragazzi torneranno a scuola, giustamente gli insegnanti proseguiranno con il programma dando per scontato che i contenuti erogati con la didattica on line siano già appresi.

Cosa succederà quindi ai ragazzi che si sono distratti e non hanno veramente seguito le lezioni… lascio immaginare a te il risultato delle successive verifiche.

Chi ne farà le spese allora? Come sempre il povero Pierino, il ragazzo poco motivato e con poca disciplina. Lo studente autodisciplinato e con una buona auto disciplina invece potrà cogliere il massimo anche da questa esperienza. 

Come affermava don Lorenzo Milani la scuola che respinge i propri alunni con più difficoltà è come un ospedale che cura i sani e respinge i malati. 

Questo non per dire che la scuola funziona male, ribadisco che tantissimi insegnanti si stanno veramente da fare per aiutare al meglio i propri alunni, e hanno tutta la mia personale stima. Questo però è, al momento il rischio maggiore che può incorrere uno studente che fruisce della didattica on line.

Io credo che dentro ogni problema ci sia anche un’opportunità. L’opportunità di porre attenzione al tema dell’autodisciplina. È quindi l’occasione per interrogarci su come possiamo sviluppare questa competenza, che diventerà sempre più importante se, come è giusto che sia, una volta conclusa l’emergenza sanitaria, la scuola svilupperà sempre più una didattica on line.Come pedagogista voglio cogliere questa occasione e dedicare questi giorni di forzata inattività a pensare a programmi non tanto di didattica on line, ma in grado di sviluppare questa importante competenza che si chiama autodisciplina.

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Una risposta

  1. Concordo pienamente, uno..anzi 2 dei miei figli già non andavano bene (ora come ora sono bocciati) con questa situazione vedo la difficoltà, o la non voglia semplicemente, di applicarsi e approfittare di questo momento per recuperare o studiare mirando a solo voti sufficienti per non perdere l anno. Non capisco e non so più cosa dire e fare…..Buona giornata e Buon lavoro, Michela

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