I nostri servizi

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Infanzia e adolescenza

Nell’età evolutiva realizziamo interventi per difficoltà inerenti all’ambito scolastico:

  • favorire l’autonomia
  • conquistare l’abilità di scrivere con armonia
  • potenziare le abilità di lettura e scrittura
  • potenziare le abilità logico-matematiche
  • ampliare e migliorare la conoscenza del sé corporeo
  • migliorare l’espressività verbale
  • stimolare la creatività
  • aumentare l’attenzione e la concentrazione
  • trattamenti per Disturbi Specifici di Apprendimento, ADHD e disturbi pervasivi dello sviluppo

Disponiamo inoltre di una testistica specifica e mirata per aiutare i ragazzi nell’orientamento sia professionale che scolastico, dalle medie fino alla fine dell’università.

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Nell’ambito delle difficoltà relazionali i nostri interventi hanno come focus difficoltà da parte del ragazzo/bambino:

  • nella relazione con i compagni di classe
  • nella relazione con gli insegnanti
  • nella relazione con i genitori o gli altri componenti della famiglia

Queste difficoltà possono portare il ragazzo a chiudersi e a sviluppare forme di ansia e paura che possano sfociare in attacchi di ansia o di panico, più o meno pervasive.

Le difficoltà a livello comportamentale che trattiamo sono inerenti a tutti i comportamenti che non sono socialmente accettabili e che mettono in pericolo (o segnalano) una crescita disarmonica quali:

  • assunzione di sostanze stupefacenti compreso abuso di alcolici
  • comportamenti aggressivi dentro e fuori la famiglia
  • comportamenti di ritiro sociale, compresa la sindrome di Hikikomori

Inoltre in quanto Centro Di.Te. di Vicenza e Bussolengo, facenti capo all’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, ci occupiamo di:

  • dipendenze da internet: le dipendenze da Internet sono una serie di comportamenti variegati che si caratterizzano per un rapporto patologico tra l’uomo e la rete e ai quali sottostanno difficoltà legate al controllo degli impulsi e alla regolazione degli stati emotivi
  • dipendenze tecnologiche si caratterizzano per un rapporto patologico dell’individuo con i nuovi mezzi tecnologici, il cui continuo diffondersi ed evolversi stanno definendo l’emergere di nuovi sindromi comportamentali e vissuti emotivi.
  • condotte autolesive: sono gesti rivolti contro sé stessi finalizzati a provocare dolore. Tra questi rientrano il provocare lacerazione sulla pelle con lamette, coltelli o qualsiasi oggetto affilato (chiodi, forbici, pezzi di vetro), così come il bruciarsi, o marchiarsi con oggetti roventi.
  • cyberbullismo: Il bullismo è una forma di comportamento che si caratterizza per l’adozione di condotte sistematicamente prevaricanti e prepotenti, messe in atto da un bambino, ragazzo o adolescente, definito “bullo”, nei confronti di un altro, che viene percepito come più debole ed indifeso. Recentemente, con la sempre più capillare diffusione delle nuove tecnologie, di Internet, di smartphone e di Social Media, il bullismo sta assumendo forme e caratteristiche differenti e viene definito con il termine di Cyberbullismo.
  • Gioco d’Azzardo Patologico è il persistente e ricorrente comportamento problematico di gioco d’azzardo che comporta difficoltà o disagio clinicamente significativi, come riferito da un soggetto che, nell’arco di un periodo di 12 mesi, presenta precisi sintomi.

Come lavoriamo in queste situazioni?
L’intervento di aiuto nell’età evolutiva prevede un’azione mirata per attivare ed ampliare le risorse presenti non solo nei ragazzi ma anche nei genitori per accrescere la loro capacità educativa e aiutare tutti a trasformare la difficoltà in risorsa. In accordo con la famiglia è prevista una collaborazione attiva con la scuola tesa a favorire un coordinamento tra il percorso educativo seguito presso lo studio privato e l’iter educativo – scolastico.

Ogni nostro intervento prevede una accurata fase di osservazione strutturata o meno, che può prevedere anche l’utilizzo di testistica appropriata. L’obiettivo è quello di definire con accuratezza il problema e creare un progetto di intervento utile ed accurato.

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Coppia

Può l’amore trasformarsi in sofferenza? Può la cosa più bella e ricercata: l’amore, produrre così tanta sofferenza? Ebbene si. Proprio perché l’amore è una forza straordinaria, porta con sé anche tanta sofferenza.
Innamorarsi di un’altra persona significa perdersi dentro l’altro, sognare assieme ad occhi aperti e poi iniziare a progettare un futuro ricco di felicità e soddisfazione. Purtroppo però i sogni si infrangono, le difficoltà della vita possono mettere alla prova anche il più grande amore. Si scopre il lato oscuro dell’altro, quello che inizialmente si aveva visto, ma non si era considerato. La vita quotidiana da ricca di gesti di affetto può diventare piena di rabbia, frustrazione e quindi sofferenza. Arriva il giorno in cui l’amore si infrange a causa di un tradimento. Non esclusivamente un tradimento fisico (lui va con un’altra donna e viceversa), ma il tradimento del progetto di coppia. E’ quello che produce la più grande sofferenza, perché su quel progetto tu avevi investito tutto te stesso, tutto te stessa. E questo tradimento genera dolore, un dolore lacerante che può portare alla rottura e alla separazione. Se poi ci sono dei figli in mezzo il problema si centuplica. Perché ora sei chiamato, sei chiamata ad educare i tuoi figli con colui, colei che ha

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tradito il progetto. Come è possibile investire nel futuro se si è persa la fiducia? E’ come giocare tutti i propri beni più preziosi alla roulette bendati.

Come lavoriamo in queste situazioni?
A seconda della richiesta attiviamo percorsi di Mediazione Familiare, di Counselling o di Terapia di coppia. La Mediazione Familiare è un intervento di aiuto specifico rivolto alle coppie che si devono separare o si sono già separate e devono ricostruire una quotidianità per il bene dei figli e “fare i genitori senza essere coppia”. Impresa ardua assai ma non impossibile!

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Genitori

Tutti i genitori sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato fare con i propri figli, eppure questo non basta, e ti accorgi perché senti dentro di te che qualcosa non torna. Il vero problema è che la maggioranza dei genitori si comporta come i propri genitori. Tutti impariamo a fare i genitori da figli, ma non è la stessa cosa. Oggi sei tu che devi scegliere e decidere per i tuoi figli che non sono te e tu non sei tua mamma e tua papà. Un buon genitore è colui che riesce a passare al setaccio la propria esperienza e tenere ciò che è veramente valido e butta ciò che invece, se applicato ai propri figli e alla propria situazione è inutile e a volte danno.

Ecco perché percepisci che qualcosa non torna e capisci che devi cambiare modo. Il rischio che corri è quello di applicare stili educativi non adeguati ai tuoi figli e al momento presente ciò produce:

  • difficoltà nella comunicazione
  • mancato rispetto delle regole della famiglia
  • disagi nei figli ad esempio insuccesso o abbandono scolastico, comportamenti provocatori
  • senso di fallimento e di solitudine come genitore
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Come lavoriamo in queste situazioni?
Incontriamo i genitori e dopo aver ricostruito come si è creato “il problema di oggi” verifichiamo qual è l’approccio migliore per aumentare la consapevolezza del proprio ruolo genitoriale, dei bisogni dei figli e migliorare la comunicazione tra i genitori affinchè vi sia uno scambio alla pari e nel rispetto delle reciproche differenze.

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Evento traumatico

Se hai vissuto un’esperienza, o hai assistito, con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri; che comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore, la tua vita da quel giorno è cambiata radicalmente. Purtroppo quell’esperienza continua a rivivere in te attraverso ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni (nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma). Sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento, agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ri presentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). Questo significa che la maggioranza delle tue energie le stai spendendo per evitare luoghi, situazioni, persone e pensieri associati al trauma. Ti domandi se potrai essere felice in futuro, potrai aspettarti una carriera lavorativa? Un matrimonio? Dei figli? Insomma una vita normale dopo quel fatidico giorno?

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Come lavoriamo in queste situazioni?
A seconda della situazione specifica riportata e dei sintomi, predisponiamo una prima valutazione per verificare la presenza di SPT (Stres Post Traumatico) o PTSD (Disturbo da Stress Post Traumatico). Una volta verificato, viene attivato dallo Psicoterapeuta il protocollo della Rewind Technique di cui il nostro Centro è riferimento per Vicenza. Gli Psicoterapeuti del nostro Centro sono formati dal Dott. David Muss inventore della Rewind Technique.

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