Rimandare lo studio: se conosci le cause ne eviti le conseguenze

Quando tuo figlio dice “studio dopo” significa che intende rimandare lo studio e sostituirlo con altre più piacevoli, meno urgenti e rilevanti attività. E’ irrilevante che siano whatsappare, stare su youtube, leggiucchiare steso sul letto, dormire ecc.

Quando dice “studio dopo” o “lo  faccio dopo” ti sta dicendo che studiare gli pesa, che non si sente toltamnete pronto o all’altezza, e che sottovaluta le proprie capacità e/o sopravvaluto l’impegno richiesto dallo studio. Ha una errata percezione di sè stesso e delle proprie capacità (detta in poche parole).

 

La scelta di rimandare lo studio può derivare da tante cause, ecco le principali:

 

1. Ansia da perfezionismo: non basta mai ciò che fa, deve essere preparato alla perfezione per la verifica, per cui il tempo non basta e deve attendere che il tempo a disposizione aumenti!

2. Disinteresse: a tuo figlio non piace ciò che studia! è possibile che qualche materia non piaccia o sia un peso, ma il disinteresse è proprio l’assenza di curiosità. Faticosissimo concentrarsi in qualcosa che non lo  interessa minimamente!

3. Paura dell’insuccesso: molti ragazzi rimandano all’infinito lo studio per paura di fallire nella verifica. Alcuni sono così convinti di fallire da non tentare nemmeno!

4. Paura del successo: un ragazzo può temere il successo? si se percepisce che i genitori abbiano aspettative elevate e/o se la sua storia scolastica è stata avara di soddisfazioni.

5. Rabbia: è una risposta  alle pressioni e aspettative di altri vissute come forti. Possono essere le tue aspettative? Oppure possono essere quelle dei professori? Se non è presa in mano la rabbia può dilagare e allora si che son guai!

“Studio dopo” e “faccio dopo” quali conseguenze può avere?

  • più si rimanda lo studio alle ore serali più cala l’attenzione
  • il calo di attenzione produce uno studio superficiale
  • a quel punto aumenta lo stress di dover studiare
  • diminuisce la capacità di creare connessioni tra i concetti

 

In poche parole rimandare lo studio produce una scarsa produttività, abbassa la possibilità di un successo nella verifica o nell’interrogazione, aumenta la probabilità di essere insoddisfatti di se stessi.

 

Mattia studiava così, un giorno in orario e l’altro no, un giorno studiando alle quattro del pomeriggio, e il giorno dpopo alle nove prima di andare a letto. Allora i genitori di Mattia mi hanno chiesto “ Cosa possiamo fare per aiutarlo?”. 

Le indicazioni che ho dato loro sono queste, le do anche a te (poi dimmi come hanno funzionato!)

  • È necessario fare un piano settimanale degli impegni in modo da dedicare uno spazio programmato alle ore di studio

 

  • Il piano settimanale non viene rispettato e tuo figlio disperde ancora il tempo? Allora è necessario  fare il piano giornaliero dove segnerà le ore dedicate allo studio, Le ore dedicate all’esecuzione di compiti scritti, i tempi di riposo,  le materie da studiare.

 

  • ricorda la regola del 50/10: 50 minuti di studio devono essere seguiti da 10 minuti di pausa. In quei 10 minuti e andare di tuo figlio si può rilassare perchè stacca la spina da quello che sta studiando. Quando si rimetterà sui libri può creare connessioni migliori tra le informazioni.

Ora che sai quali possono essere le cause puoi concentrarti nel trovare una soluzione che serva e che porti risultati concreti che si possono toccare con mano!

Se non sai quale soluzione fa per tuo figlio puoi partire pure da qui oppure telefonare allo 0444597154 per prendere un appuntamento.

 

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