Per un’ora d’amore non so cosa darei

genitori modello gokTesto di una famosa canzone dei Matia Bazar che forse i giovanissimi non conoscono, ma chi come me ha superato gli anta conosce e ricorda.

E’ in atto una petizione dal titolo “1 ora d’amore, introduciamo l’educazione sentimentale nelle scuole”. Promotore di questa petizione che vuole che l’educazione ai sentimenti sia una legge dello stato, una materia obbligatoria nelle scuole è la deputata Celeste Costantino.
Chi fosse interessato a conoscerne i dettagli troverà facilmente in rete tutti i riferimento, io però non vorrei entrare nel dettaglio, ma semplicemente usare questa occasione per operare una riflessione con te genitore.

Sono assolutamente d’accordo sulla necessità di puntare i riflettori su un tema importantissimo per la vita delle persone: la relazione interpersonale. Alla fine della nostra giornata, quando facciamo un bilancio di come è andata, una voce importante è “sono stato bene o male con le persone a me vicino?” Anche i tuoi figli vivono una giornata serena se stati in armonia con i loro compagni di scuola, con te, tra fratelli etc. Se invece la giornata è stata costellata di conflitti, di litigi, di rabbia e rivendicazione, si chiude gli occhi quanto prima per dimenticarla.

Ma qual’è il segreto per stare bene con le persone a noi vicine?

Non ho la velleità di riuscire a rispondere in poche righe, fiumi di inchiostro si sono scritti in merito a questo tema. Penso però che un elemento importante da prendere in considerazione sia quello educativo. Mi spiego.

Quando infatti entriamo in relazione con altre persone mettiamo in gioco la nostra competenza sociale, cioè la capacità di iniziare, sviluppare, mantenere e chiudere una relazione. La competenza sociale si apprende (di qui il termine competenze), così come tante altre competenze. La differenza è che mentre per alcune competenze si prevedono percorsi strutturati e codificati (per sviluppare la competenza di leggere un testo tutti noi siamo andati a scuola, abbiamo incontrato una maestra che nel tempo con percorso didattico ha permesso lo sviluppo di questa competenza), per la competenza sociale non ci sono, ad oggi, particolari percorsi definiti. Quindi essa è frutto di un apprendimento informale, non strutturato, che avviene principalmente in famiglia e in contesti sociali.

Come tutte le competenze il livello di acquisizione è determinante, infatti puoi essere un bravo cuoco fino a che cucini per la tua famiglia, se però ti si chiedesse di dirigere la cucina di un ristorante dovresti sviluppare un livello di competenza ben maggiore. Quindi, maggiore è il livello di competenza sociale delle persone, più queste saranno in grado di affrontare le situazioni difficili e complesse con successo.

Se quindi come genitore sei interessato al futuro di tuoi figlio, così come vuoi che sviluppi una buona competenza nel leggere, nello scrivere, nel risolvere problemi, dovresti essere interessato a che sviluppi una buona competenza sociale così che sia in grado di stare bene nella società complessa del futuro.

Il mio parere è che sia utile, anzi necessario, utilizzare anche i contesti istituzionali per sviluppare la competenza sociale, per due motivi:

a) non si può sviluppare la competenza sociale fuori dal gruppo. Sarebbe come voler imparare a leggere senza i libri. A scuola la presenza del gruppo è quindi una risorsa indispensabile che se ben utilizzata permette lo sviluppo della competenza.

b) insegnanti formati potrebbero aumentare di molto il livello di padronanza di competenza. Attraverso l’utilizzo di una didattica appositamente sviluppata si raggiungerebbero i livelli di padronanza con maggiore efficacia ed efficienza.

Perché l’iniziativa possa avere successo però bisognerebbe che anche i genitori frequentassero la scuola e tornassero sui banchi di scuola. Infatti se il primo luogo di apprendimento abbiamo detto è la famiglia, sarebbe improduttivo che questi due sistemi non concordassero i percorsi e gli obiettivi. Alla fine ciò che verrebbe costruito a scuola sarebbe distrutto a casa se non ci fosse un minimo di coincidenza.

Rispetto all’iniziativa la ritengo utile perché punta i riflettori su questo tema, ma al contempo anche un pò limitata. Mi piace pensare questo tema in termini educativi e non solo preventivi. Presentare leggi per prevenire problemi è utile però un pò limitante. Le motivazioni presentate da chi la sta sostenendo fanno riferimento a problemi oggettivi, a fatti aberranti (vedi femminicio, bullismo etc.), che bisogno affrontare sicuramente. Al contempo penso che la qualità della relazione tra esseri umani è il tema che ingloba e supera i tanti grandi problemi (omofobia, violenza sulle donne etc.). A volte è bene pensare in termini più di sistema, utilizzare un pensiero sistemico e non parcellare.

Comunque sia grazie a chi sta obbligando i deputati ed onorevoli che ci governano (al di là del colore politico) ad occuparsi anche di temi educativi e non solo dei temi economici (sicuramente importanti, ma che in questi anni hanno occupati la scena del dibattito politico).

 

 

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