Mio figlio non vuole studiare; come si fa convincerlo?

 

ragazzo non studia gokE’ capitato anche a te di cercare un modo per convincere tuo figlio a studiare? 

Ho provato un po’ a  capire cosa può stare dietro al rifuto dello studio ed ho fatto una scoperta interessante che potrebbe aiutarti: non si può convincere un bambino a fare qualcosa se il bambino non coglie il vero motivo per cui lo deve fare.  E’ un bambino,  e l’essere umano finchè non acquisisce altre competenze dall’esperienza, funziona così.
Quante volte ti sarai seduto sul letto di tuo figlio la sera dopo che si è addormentato dicendogli sottovoce o in silenzio “va tutto bene, non ti manca nulla…possibile che non ti impegni un po’ di più nello studio e che non capisci che è per il tuo bene?…ti basterebbe così poco!!”. Hai ripetuto più volte queste frasi e non è cambiato nulla? Hai forse notato che si è chiuso ancora più a riccio?… Se è così hai capito anche tu come tantissime mamme  e tantissimi papà che non è lì il problema.

Il fatto è che i bambini hanno bisogno di capire con i fatti (e non con le prediche) il reale motivo per cui vanno a scuola, studiare la matematica, la storia ecc…e fino a quando non trovano soddisfazione e non provano sulla loro pelle i vantaggi dell’imparare qualcosa non si impegneranno.

Ti racconto una storia , una storia bellissima, vera che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Un bambino che all’epoca aveva 6 anni è stato portato dai genitori nel mio studio per un grosso problema con l’iperattività e la disattenzione, a cui si aggiungevano atteggiamenti di opposizione e provocazione costanti. Negli anni, difficilissimi, della scuola primaria questo bambino, molto intelligente, studiava meglio e di più con le insegnanti dalle quali si sentiva accolto e che avevano “il polso della situazione” e buttava i quaderni per aria conle insegnanri di tutte le altre materie.

Alla scuola media, complice l’ignoranza di alcuni insegnanti (pochi per fortuna), il ragazzo manteneva un ottimo livello intellettivo ma non si appassionava alle materie, non ci metteva dentro nè la testa nè il cuore; soffriva, io che lo conosco come le mie tasche, dico che soffriva da morire. Eppure, si è iscritto alla scuola superiore: addirittura a 70 km da casa, con vitto e alloggio nella scuola dal lunedì al venerdì. La preside, donna ferma e decisa ma con un self control da urlo, se l’è preso vicino durante l’anno, lo ha consolato quando piangeva per le punizioni che gli davano i professori, lo ha rimproverato per le stupidaggini che faceva, lo ha sempre accolto nel suo ufficio quando lasciava le lezioni perchè aveva voglia di parlare (perchè se sei a così tanti km di distanza da casa la mamma non può venire a prenderti se sei triste o hai il classico mal di pancia!). Niente di stratosferico la pagella del primo anno: quando studiava erano 7 e 8, quando non studiava 4 e 5…e poi sempre l’incubo del voto in condotta!!

Al secondo anno ecco la trasformazione: media numerica del 6,5 e un bel 9 meritato in condotta. Con l’aggiunta che i prof lo descrivono come un ragazzo gentile, educato, studia molto e si applica.

I suoi prof dicono che può arrivare tranquillamente all’8 con l’intelligenza che ha.

Secondo te riuscirà ad avere anche altre soddisfazioni che non siano solo scolastiche? Cosa potrebbero fare i suoi genitori ?

 

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