Mio figlio è pieno di ansia: di chi è?!?

ansia da prestazione gokEh si, succede! è successo un giorno, un giorno difficile per mamma Agnese che si reca a scuola per il colloquio di fine anno per suo figlio Tommaso; le maestre gliene avevano già parlato, le avevano accennato che Tommaso non riusciva a passare da un’attività all’altra senza chiedere lameno 5 volte che cosa si sarebbe fatto dopo. Appena entrava in classe al mattino, si siedeva al suo banco e tirava fuori il materiale della giornata, disponeva le matite in fila (perfettamente in fila) in ordine di gradazione di colore e alzava subito la mano per chiedere alla maestra di poterle far vedere i compiti fatti perfettamente per casa, il disegno colorato in modo minuzioso. Mentre i compagni ritiravano dalla biblioteca un testo alla volta per leggerselo con calma a casa, lui ogni volta tentava di prenderne tre adducendo vare scuse del tipo “mi piace moltissimo, questo libro l’ho già letto ci metto poco, questo mi interessa perchè parla di animali ecc…”.

La mamma ascolta, mantiene il controllo, le sue pupille non si dilatano, il viso non si corruccia, anzia…quasi un sorriso accennato. Inizia a parlare e dice che il bambino ogni volta che torna a casa da scuola chiede subito di fare i compiti e dichiara alla mamma che non vede l’ora di farli; parla, parla pacata e convinta non riesce a capire dove sia il problmea. Il bambino in fondo le chiede solo di fare i compiti; la maestra Cecilia allora azarda a descriverle l’espressione del viso e lo sguardo di Tommaso quando fa queste affermazioni. lo fa con discrezione, e scegliendo bene i termini. Dice “anche a me Tommaso dice un po’ le stesse cose: io noto che respira più velocemente, lo suardo è serio e colgo una preoccupazione nei suoi occhi, continua a saltellare e non accenna ad un sorriso, nemmeno quando gli do la risposta che vuole”.

La mamma ancora sorride, non trapela nulla dal suo sguardo. Dice che è fatto così da sempre, che è una sua caratteristica,e che aveva piacere di sapere anche le cose belle di suo figlio: ad esempio i voti!!! Si i voti: tutti 9 e 10. Persino in religione! La mamma si illumina in un sorriso aperto, si…pare quasi esaltata. “Bambino intelligente, si impegna intensamente, si rivolge con rispetto alle insegnanti, poco interessato al gioco con i compagni, vive con difficoltà alcune situazioni di scontro o contrasto e si ritira a leggere durante la ricreazione”. La mamma legge il commento ed esclama: “è sempre stato un bambino che si rilassa leggendo!”.

Allora un veloce scambio di sguardi tra le insegnanti che, guidate dalla loro pazienza e professionalità, capiscono che la mamma legge quei comportamenti come qualcosa di non modificabile e naturale per un bambino di 6 anni. La maestra Vittoria prende la parola: ha ascoltato con sguardo vivo e partecipe e sa che tommaso ha un problema molto evidente del quale, a loro avviso, comincia a rendersi conto anche lui soprattutto nelle situazioni di gioco collettivo. Fa un respiro profondo e dice alla mamma “signora, Tommaso a nostro avviso ci sta dicendo qualcosa, ci sta dicendo che non riesce a staccare la spina, come se dovesse sempre dimostrare di essere bravo”. “Davvero??” risponde la mamma, “si signora, nella nostra esperienza abbiamo già avuto bambini così, sono bambini che sono molto sensibili e vanno spesso in ansia quando si sentono valutati ed essendo a scuola, può essere che Tommaso si senta valutato anche quando non lo è!“.
“Ah….dite che sia ansia?” e le maestre sollevate rispondono “siiii”.
“E di chi è quest’ansia??? Mia no, di mio marito nemmeno. Beh a questo punto è la scuola che non funziona bene, forse dovete stare più attente!”.

Sembra un episodio da fumetto, sembra che sia irreale…caro genitore, è realmente accaduto!!!

Affinchè non accada dvono esserci sempre più maesgtre preparate, accorte e determinate come Cecilia e Vittoria e bambini come Tommaso che lostrando l’ansia alle sue maestre permette loro di chiedere aiuto alla mamma che non vede e non sente.

Nella speranza che tra un incontro e l’altro anche lei veda e senta!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *