Malala sei un mito

malalaMi sono commosso profondamente, e qualche lacrima è scappata, quando ho visto su YouTube il discorso di Malala Yousafzai alle Nazioni Unite. Questa ragazza di 16 anni che parla di fronte al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon senza paura, con una determinazione da far invidiare i più rodati politici e leader mondiali. E di cosa parla? Qual’è l’oggetto del suo discorso? Il diritto all’istruzione!

Ecco il video con i sottotitoli in italiano; prenditi questa manciata di minuti e goditelo, non te  ne pentirai!

Malala è una studentessa pakistana che da quando aveva 10 anni si è impegnata per il diritto allo studio e all’istruzione delle donne. A 13 anni ha aperto un blog che ha curato per la BBC sempre su questo tema; e in pochissimo tempo la sua voce si è sparsa in tutto il mondo. Al punto che ha infastidito uomini di posizione estremiste, e nel 2012 sicari armati sono saluti sul pullman che la stava accompagnando a scuola, e le hanno sparato alla testa. E’ sopravvisuta all’attentato, però è rimasta offesa e se vedete delle sue foto recenti la parte della sinistra della faccia è immobilizzata. Rimane una ragazza bellissima, anche perché sprigiona una voglia di vivere e di imparare che non ho mai mai visto in nessun’altro.

E’ stata nel 2013 la più giovane candidata in assoluto per il premio Nobel per la pace, poi la commissione ha deciso diversamente.

Nel suo discorso alle nazioni unite, che consiglio a tutti, ma proprio a tutti gli studenti italiani di vedere e di leggere con grande attenzione, parla del diritto universale all’istruzione. Vuole l’istruzione anche per i talebani che hanno ordinato il suo attentato, per i figli delle persone che le hanno sparato, perché dice di aver capito l’importanza delle penne e dei quaderni. Penne e quaderni possono fermare le armi, sono più forti. Malala afferma che: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.”

Questa è una vera rivoluzionaria, non chi imbraccia le armi e usa la violenza. Malala ci ricorda che la vera rivoluzione si fa tra i banchi di scuola, nelle aule, tra le pagine di un libro.

Credo che tutti gli insegnanti debbano prendere come riferimento questa ragazza, ora donna, che non ha paura e ha messo a repentaglio la propria vita per un ideale: l’istruzione obbligatoria e gratuita per tutti i bambini e bambine del mondo.

Credo che tutti noi genitori dovremmo ricordarcelo e farlo ricordare ai nostri figli. Quando si lamentano della scuola italiana, quando stupidamente e leggermente bigiano la scuola perché c’è altro da fare. I nostri ragazzi e ragazze hanno una scuola gratuita, sicuramente migliorabile, ma ce l’hanno, sotto casa, accessibile.

Non dico che si meritano un ceffone per aver bigiato, perché rimango un non violento, però un rimprovero forte e determinato questo sì, e sei tu genitore chiamato a farlo. Perché un ragazzo che bigia la scuola con leggerezza, oltre che procurare un danno a se stesso, offende gli sforzi di tutti i ragazzi e ragazze che invece fanno fatica. Che magari sono costretti a camminare una o due ore per raggiungere la propria aula. Ragazze che sono state sequestrate e vendute come schiave perché andavano a scuola, come è successo alle ragazze Nigeriane qualche mese fa!

Dovremmo ringraziare più spesso i fondatori dello stato italiano che hanno voluto la scuola gratuita e obbligatoria, perché noi lo diamo per scontato, ma non è così in altre regioni del mondo.

Posso solo dire: “grazie Malala, ci stai insegnando una lezione fondamentale: che l’istruzione è la vera rivoluzione

 

 

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