I 4 ingredienti magici per il successo a scuola

Non è vero che per ottenere un buon risultato a scuola serve solo essere intelligenti e la buona volontà. Soprattutto se pensi che l’intelligenza sia semplicemente la capacità di capire i concetti e di ricordare le nozioni.

Voglio qui presentarti i 4 ingredienti magici per il successo scolastico. Questi ingredienti sono particolarmente magici per gli studenti delle scuole medie e del biennio della scuola superiore. Li definisco magici perché, a parità di intelligenza tra i vari alunni, chi li applicano riesce a moltiplicare i propri risultati scolastici.  I ragazzi che utilizzano questi 4 ingredienti si accorgono che “magicamente” riescono ad ottenere buoni voti con minor sforzo.

Il primo è la MOTIVAZIONE.  E’ importante sapere che la motivazione e ciò che ci permette di fare al meglio solo ciò che già sappiamo fare. Io posso essere motivato ad attraversare il lago di Garda a nuoto, ma se non ho un adeguato allenamento, e le condizioni fisiche ottimali, molto difficilmente riuscirò ad andare oltre qualche bracciata. “Il ragazzo non è motivato, deve impegnarsi di più!”  affermano gli insegnanti. Certo è vero, ma la motivazione è il risultato dell’esperienza. Nessuno è disposto ad impegnarsi in attività che non sa fare, ritiene di non essere in grado di fare e che quando le ha fatte è andato incontro al fallimento. Purtroppo è questo meccanico che fa entrare lo studente  in una spirale negativa. Ciò si traduce in: meno risultati positivi meno motivazione ad apprendere. Bisogna promuovere tutti allora? No, perché la motivazione si alimenta con il successo, quello vero e quello guadagnato, non quello regalato. Ecco perché è importante che gli alunni facciano delle esperienze di successo, anche minime, così da alimentare la motivazione uscire dalla dalla spirale negativa.

Il secondo ingrediente magico è il METODO.  Inteso come procedimento; cosa fare prima e cosa fare dopo per poter ottenere il risultato. E’ importante ricordare che non esiste un metodo valido per tutte le persone, e quindi per tutti gli alunni. Entrano in gioco fattori personali per esempio: ognuno rende meglio a studiare in certe fasce orarie, chi dopo pranzo, chi verso sera e questa è solo una variabile. 

Ce ne sono molti altri quali:

  • come si leggono i testi;
  • come si archiviano le informazioni;
  • come si consolidano i concetti perché rimangano nel tempo anche dopo l’interrogazione.

Alcuni ragazzi prediligono informazioni visive, quali schemi, mappe etc. Altri hanno bisogno di ripetere a voce alta la lezione per poterla memorizzare. Altri ancora hanno bisogno di muoversi continuamente per poter assimilare meglio i concetti. Diviene fondamentale conoscere il ragazzo, le sue caratteristiche personali e valorizzarle attraverso un metodo ritagliato su misura.

Terzo elemento è la STRATEGIA che comprende tutte quelle che sono le tecniche e come si studiano le varie materiale. Le tecniche sono:

  • come prendere appunti;
  • come e cosa sottolineare;
  • come fare le mappe concettuali;
  • come memorizzare etc.

Queste sono tutti strumenti molto utili, perché hanno come obiettivo quello che io definisco “effetto leva”, cioè rendere molto con il minimo sforzo.

Materie diverse hanno bisogno di strategie diverse per essere apprese. Matematica, scienze e  geometria non si studiano come si studia un testo di storia o di geografia, o di una lingua una lingua straniera. L’alunno deve essere consapevole che quando studia una certa materia deve usare solo alcune tecniche e non sempre tutte.

Quarto ingrediente magico e LA CAPACITA’ DI CONTENERE L’ANSIA E LA PAURA. In particolare la paura di un risultato fallimentare e delle conseguenze che questo può portare nella vita di tutti i giorni o nel proprio futuro.

La paura è un’emozione, che se da una parte ci protegge da quelli che possono essere i pericoli, dall’altra parte blocca l’azione. Uno studente che ha troppa paura del fallimento non si attiva, difficilmente studia. Spesso dietro a ragazzi che sono refrattari allo studio, ci sono ragazzi che hanno molta paura di fallire. La paura genera ansia e questa, se da una parte è un attivatore della persona,dall’altra genera confusione. Quando siamo in ansia tendiamo ad agire in maniera disorganizzata e confusiva. Questo è tutto ciò che non serve ad uno studente. lo studente ansioso agisce non per imparare, ma per contenere l’ansia e di conseguenza poco gli rimane, anche se sta molte molte ore davanti ai libri.

Questi quattro ingredienti se entrano nella vita quotidiana di uno studente, specialmente delle medie e dei primi due anni delle scuole superiori, assicurano ottimi risultati.

Se tuo figlio non ha i risultati che potrebbe avere, passa molto tempo davanti ai libri senza nessun particolare risultato, oppure fai fatica a tenerlo agganciato alla sedia perché vorrebbe scappare fare tutt’altro, sappi che la soluzione c’è. Si chiama StudentiOK, il primo sistema completo e tagliato su misura per risolvere (definitivamente) i problemi con la scuola e mettere il “turbo” alla carriera scolastica di tuo figlio. Se vuoi saperne di più segui il link qui sotto.

STUDENTIOK IL PRIMO SISTEMA COMPLETO E TAGLIATO SU MISURA PER RISOLVERE (DEFINITIVAMENTE) I PROBLEMI CON LA SCUOLA

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *