Il vero segreto che tutti ignorano e che ti aiuterà a gestire la rabbia evitando i musi lunghi per giorni

muso lungoComplice il caldo, in estate aumentano le liti. Episodi che spesso sono scatenati da futili motivi nei quali non sai come gestire la rabbia; episodi come quello che ti racconto.

Sara ha tre bambini; con il marito ha deciso di passare una giornata al mare con tutta la famiglia. È appena arrivata in spiaggia, ha scelto quella libera per poter stare comodamente sdraiata come le va evitando quella ingabbiante linea verticale perfettamente misurata nella quale sono i disposti lettini e ombrelloni nelle spiagge a pagamento. Ha portato tutto con sè: dall’ombrellone con quell’aggeggio infernale per piantarlo nella sabbia, ha il frigo portatile per mangiare cibo buono evitando le pizzette superuntuose del bar che sono tutto fuorché sane per i suoi bambini. Ales, suo marito, ha parcheggiato l’auto in pineta, così quando risaliranno in auto i bambini non rischieranno la disidratazione per il caldo; arriva quindi per ultimo carico di tutti i giochi per i bambini.

Sara sta armeggiando con creme solari protezione 50 per la pelle delicata dei suoi figli, ha un occhio per tutto e con l’occhio intravede un puntino rosso venire verso di loro: la polo di Alex. È gasata perché non vede l’ora di sistemare tutto e tutti e godersi il libro che si è acquistata apposta per l’occasione. Ma i bambini supereccitati per la giornata al mare vogliono andare subito in acqua ma il no di Sara è categorico: non è passata che un’ora dalla colazione e non si può entrare in acqua. Si mettono a piangere, il più grande batte i piedi e le dice “sei sempre la solita, con te non si può mai fare niente”. A stento li convince che hanno appena mangiato, l’acqua è ancora fredda perché i raggi del sole sono ancora deboli ecc…

Le varie argomentazioni sembrano aver sortito un minimo effetto fino a quando il più grande, ancora imbronciato, vede il papà arrivare; gli corre incontro urlando “papà posso andare in acqua vero? Ti pregooooo!!!” e cade in ginocchio ai suoi piedi con espressione elemosinante. Il papà con un sorrisone risponde “si tesoro, siamo venuti al mare proprio per fare il bagno”.

Sara guarda il libro, ripensa alle belle speranze che aveva fino a un secondo prima e sa già che passerà la giornata a rimuginare. Comunque andrà la giornata, non sarà come aveva pensato. La rabbia sale, sale dalla pancia e arriva alla gola da dove esce un “nooo, che cosa fai Alex, gli ho appena detto di no! Ma è mai possibile, fai sempre quello che vuoi!!!”. Dopo botta e risposta tra i due, Sara si arrabbia, non rivolge più la parola ad Alex, i bambini stanno con il papà e fanno i capricci per tutta la giornata.

Uno dei maggiori problemi che le persone hanno quando il comportamento degli altri le fa arrabbiare è la gestione della propria rabbia.  Quel “nooo” di Sara le causerà non poche difficoltà nel suo essere moglie e mamma fino a quando non si trasformerà in una frase di senso compiuto da comunicare con chiarezza e i dovuti modi.

Se anche tu come Sara gestisci la rabbia esplodendo e poi chiudendoti, imparare a gestirla in modo costruttivo ti porterò innumerevoli vantaggi.

Ti chiederai ora: “Esiste veramente un segreto? E qual è??”.

Il segreto per gestire la rabbia consiste nell’autorizzarsi ad esprimerla. La rabbia è un’emozione intensa, che altera il battito cardiaco, la frequenza del nostro ritmo respiratorio, produce una contrattura muscolare, fa mal funzionare sia la vista che l’udito. Scatena una confusione anche a livello mentale: esprimi pensieri confusi e scoordinati che non veicolano messaggi sensati per chi ascolta. Chi esplode, pensa di esprimere già la propria rabbia: in realtà la semina: esprimerla è tutt’altra cosa.

Autorizzarti ad esprimere la rabbia significa darle dignità, smettere di reprimerla e pensarti come:

  1. una persona che ha il bisogno di essere arrabbiato;
  2. una persona che ha il bisogno di esprimere di essere arrabbiato;
  3. una persona che ha il bisogno di chiedere di essere ascoltato nella propria rabbia;
  4. una persona che ha il bisogno di ricevere …coerenza, fiducia, considerazione, riconoscimento ecc…dall’altro.

Ti chiederai “belle parole, ma come si fa praticamente?”.

Ecco 3 step:

  1. Innanzitutto prima di rispondere esplodendo parti dal contare fino a dieci, come diceva un vecchio detto. Onestamente ti propongo di contare fino a 20: soprattutto se, come Sara, avevi aspettative alte che coltivavi da tempo, meglio abbondare nel conteggio!
  2. Inizia la tua frase con un bel “mi fa arrabbiare sentirti dire …o vederti fare …eccc” ed esprimi a parole quello che ti aspettavi o desideravi e che, non potendolo più avere, ti ha portato ora ad arrabbiarti così tanto ;
  3. Fai una richiesta precisa e ascolta la risposta dell’altro.

Se non pretenderai la risposta e rimarrai in ascolto dell’altro e interiormente disponibile nei suoi confronti, allora potrai pensare “Uau mi sto autorizzando!”. Chi ti ascolterà sentirà di averti ferito e sarà più disponibile a scusarsi dopo averti ascoltato.

E finalmente, con il giusto allenamento, addio musi lunghi!

Le liti e le discussioni sono importanti se e quando usi l’energia della rabbia per trasformare la relazione con te stesso e gli altri, creando nuove intese che portano benessere per te e chi ami.

Se ti stai trovando in una situazione come questa e vuoi un aiuto specialistico personalizzato devi solo prendere un appuntamento con il nostro Centro Studi Specialistici San Marco; io e i miei colleghi siamo a tua disposizione!

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