Stessa spiaggia, stesso mare? Ma anche no

paesaggio colorato gokMancano pochissimi giorni alla conclusione dell’anno scolastico, e come consueto qualcuno è già partito per le vacanze estive e qualcun altro partirà a breve. Di fatto da giugno a settembre si consumano la maggior parte dei viaggi e delle vacanze. Molto probabilmente, anche tu stai per partire, o partirai fra poco, con la tua famiglia per le vacanze estive.

Se stai ancora definendo dove andare e come organizzarti, ecco alcune riflessioni che spero ti possano aiutare per trasformare il momento delle vacanze in un’opportunità educativa. Premesso che le vacanze sono l’occasione principale per prendersi del tempo con tutta la famiglia, e quindi il solo fatto di stare tutto il giorno assieme ai propri figli è già di per se un’opportunità per la crescita; se si aggiunge anche un altro elemento, la settimana può diventare ancor più interessante sotto il profilo educativo per i figli. Sto parlando dell’elemento “novità”, “scoperta”.

Non mi stancherò mai di insistere che la flessibilità del pensiero è una competenza essenziale per vivere al meglio nella società moderna. La società è in così veloce evoluzione che ciò che viene scoperto oggi è già vecchio. Per stare veramente al passo con l’evoluzione serve disporre di un pensiero flessibile. Disporre di un pensiero flessibile significa abituarsi fin da piccoli ad includere elementi nuovi, informazioni nuove; per poi provare a trovare i collegamenti con ciò che già conosciamo. Successivamente le informazioni saranno passate al vaglio del discernimento (la capacità di distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è sulla base di una chiara scala di valori personali) per trovare nuovi significati.

Flessibilità non significa cambiare idea ogni giorno, né necessariamente adeguarsi a quella della massa. Il bambù è flessibile, si piega in base al vento, non si rompe, si adatta ai vari contesti, e rimane sempre un bambù anche se tocca terra a causa della tempesta.

Il pensiero flessibile non è un dono dal cielo, ma frutto di un duro e puntuale allenamento. Il primo allenamento dovrebbe, dico dovrebbe, avvenire nel contesto scolastico. A scuola si ha l’opportunità di sviluppare questa dimensione del pensiero, in tutte le materie. Qui la responsabilità è in capo all’insegnante che aiuta gli alunni a trovare collegamenti, includere nuove informazioni e rintracciare significati. Tutto non si esaurisce a scuola, anche tu genitore puoi contribuire a sviluppare un pensiero flessibile nei tuoi figli, e in questi mesi hai un’occasione ricca: le vacanze.

Viaggiare significa uscire dal proprio contesto di vita, abbandonare schemi di vita quotidiana che, se da una parte ci offrono sicurezza, dall’altra non aggiungono novità, bloccano il pensiero. Viaggiare significa adattarsi alle nuove situazioni, trovare soluzioni a problemi che non puoi prevedere. Viaggiare è incontrare l’ignoto. Affrontare l’ignoto è la migliore palestra per sviluppare un pensiero flessibile. Certo l’ignoto porta con se anche un po’ di ansia, perché non si può prevedere ne controllare. Imparare a controllare l’ansia che ogni novità porta naturalmente con se, è un’ulteriore apprendimento importante per la vita futura dei tuoi figli.

Un mio caro amico ha passato le vacanze estive nello stesso campeggio, sulla riviera romagnola, per dieci anni consecutivi. Famiglia organizzatissima, al punto che lui, il papà, partiva con l’auto stracarica di tutto (sembrava uno sfollato del terremoto), praticamente operava un trasloco. I due figli e la moglie, non potendo entrare in auto a causa degli oggetti, erano costretti a viaggiare in treno, per poi ricongiungersi nei lidi romagnoli. Quante persone organizzano tutto nei minimi dettagli?

Cosa dici caro, portiamo via anche la pentola per fare la fonduta valdostana?” chiede la moglie al marito.

Certo amore, non si sa mai” risponde lui e caricano un ulteriore oggetto in auto. Poi magari sono diretti in Sardegna, mese di agosto… la fonduta valdostana? Ma anche no.

Traslocare completamente la casa di città al mare, non aiuta ad affrontare la novità, anzi è proprio perché non si vuole affrontare la novità che ci si porta via di tutto e di più. Tornare nello stesso posto perché ci si è trovati bene l’anno prima evita di rimettersi in gioco.

Andare all’estero, per esempio, incontrare persone diverse, assaggiare piatti con gusti non noti, questo è un modo per rendere flessibile il pensiero. Includere che le persone possono vivere diversamente da noi, magari indossando abiti diversi dai nostri ci rende più flessibili. Una cosa è parlare del mondo, un’altra è visitarlo e vederlo con i propri occhi, ascoltarlo con le proprie orecchie, annusarlo con il proprio naso e assaggiarlo con la propria lingua. Includere non significa automaticamente accettare. Assaggiare un piatto arabo e poi giudicare che non è di nostro gradimento non è un reato, il reato è non assaggiarlo a propri. Potrebbe piacere come no, prima è importante fare esperienza, e quindi includere nuove informazioni.

I bambini sono molto curiosi, per loro è naturale, e normalmente amano la novità. Amano viaggiare, anche se si annoiano, ma viaggiare insegna loro anche ad affrontare la noia. Amano scoprire posti nuovi, vivere nuove esperienza, magari avventurose.

Quindi caro genitore, se non hai ancora pianificato le ferie, o se lo hai già fatto considera questi consigli per l’anno venturo, valuta di portare i tuoi figli in un luogo non noto, diverso da quelli che hai già visitato. Riduci al massimo il bagaglio, così insegnerai loro il concetto di sobrietà. Affronta con serenità la novità, loro hanno bisogno di vedere nei tuoi occhi che l’ignoto non ti angoscia. Così impareranno ad affrontare serenamente il loro futuro.

 

 

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