Disturbi post partum: ecco cosa devi sapere!

parto naturale gokOggi intervisto una psicoterapeuta familiare sistemica, la Dr.ssa Roberta Visentin. Da anni segue le donne che hanno partorito e che hanno bisogno di essere sostenute e supportate emotivamente e psicologicamente nel post partum. L’ho intervistata, le ho rivolto 3 domande che moltissime donne si fanno in cuor loro ma a volte, prese dalla paura di non essere mamme ok, non hanno il coraggio di farsi aiutare ….quasi convinte di essere sbagliate, ignare del fatto che certe situazioni sono nella normalità e non nella patologia.

Roberta, cosa succede in noi donne dopo che abbiamo partorito?

Pensiamo:  “eccolo. Lo abbiamo immaginato per tanto tempo. Lo abbiamo sognato. Lo abbiamo atteso. Ora è qui tra le nostre braccia. È nostro figlio! Abbiamo fantasticato sul suo nome, sul colore dei suoi occhi, sul suo profumo e sul suo carattere. E ora è qui. La gioia che da sempre ci raccontano come la più grande. L’amore che ci descrivono da sempre come il più viscerale, forte, eterno. Immutabile nel tempo.”

Come può una gioia così immensa portare con sé, a volte, dei momenti difficili?

Li porta e li porta soprattutto per una madre. Ancora oggi le madri che vivono alcuni sintomi che vengono posti sotto il nome di “sintomi post partum” faticano a parlarne e a confrontarsi. Ecco le domande più comuni:

Ci sono dei segnali, dei sintomi precisi?

Ci sono sintomi che sono abbastanza comuni e sono:
Tendenza al pianto e/o tristezza
• Lieve abbassamento del tono dell’umore
• Pessimismo circa la capacità di accadimento del bambino
• Vissuti di inadeguatezza
• Labilità emotiva
• Irritabilità
• Irrequietezza e ansia

Quando e perché si manifestano? 
I disturbi post partum,come sopra indicato, si manifestano attraverso varie forme. Si sviluppano pochi giorni dopo il parto, e possono risolversi spontaneamente entro poche settimane o possono persistere ed assumere notevole intensità..
Tra i fattori di rischio riconosciamo per entrambi i coniugi:
• l’esperienza della propria nascita,
• la relazione con i propri genitori,
• la mancata di elaborazione della propria crisi adolescenziale,
• la qualità della relazione di coppia prima della gravidanza,
• la difficoltà ad elaborare le separazioni,
esperienze depressive personali e della famiglia di origine,
• fragilità nella costruzione della propria identità sessuale,
• fragilità nella costruzione dell’immagine del sé corporeo,
• difficoltà ad individuare un confine con la famiglia d’origine.

Roberta, cosa suggerisci di fare a chi sente di vivere una difficoltà nella gestione emotiva del proprio piccolo?
Prima di tutto propongo di parlarne e di non restare da sola a vivere dentro quel mondo emotivo dal quale si può uscire semplicemente chiedendo aiuto e collaborazione da parte dei nostri cari o di un professionista. Nel cercare di dare un aiuto sarebbe utile dare spazio alla specificità dello sviluppo femminile, specialmente nella dimensione della relazione madre-figlia, per inserire la gravidanza come momento di cambiamento “ da figlia di madre a madre di figlia/o”. Considerare gli elementi che possono ostacolare o agevolare questo passaggio evolutivo, fornendo una lettura che, pur non tralasciando gli aspetti individuali, cercherà di mettere in luce le variabili connesse alla coppia e alle relazioni familiari.
E’ assolutamente necessario parlare di questi momenti che assalgono così d’improvviso la nostra esistenza e che ci colgono impreparate. Non vanno lasciati “incompresi” o “isolati” questi stati d’animo.

In poche parole cosa è importante che si ricordino le mamme?
Secondo me è importante che si ricordino questo: tutte queste incapacità e inadeguatezza vanno toccate per poter essere risolte. In fondo cosa c’è di più immenso di sentire la responsabilità di un figlio! Ma è proprio attraverso e grazie all’amore per quel figlio che si riesce a superare ogni inquietudine. Ricordiamo però di dare voce alla nostra esistenza anche quando questa non porta solo gioia a chi ci sta accanto.E come diceva Jung “In ogni caos c’è un cosmo. In ogni disordine  ’è un ordine segreto”.

Buona maternità a tutte le donne!

Puoi scrivere a Roberta Visentin  all’indirizzo robertavisentin@alice.it

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *