Ohana nessuno sarà abbandonato

genitoriOK_2016Ohana significa famiglia nella lingua delle Hawaii, ma soprattutto significa che nessuno dei suoi componenti viene lasciato solo o abbandonato. A prima vista questo concetto sembra scontato. Quale famiglia abbandonerebbe alcuni dei suoi componenti?

Purtroppo accade molto più spesso di quanto si pensi. Accade più frequentemente nelle famiglie in cui i genitori si stanno separando, e purtroppo chi è abbandonato sono proprio i figli. Questo accade quasi sempre, per quanto i genitori facciano per evitarlo. Alla base di questa situazione c’è il conflitto tra i coniugi.

Al di là dei motivi specifici del conflitto, questo assorbe le energie vitali dei genitori. Quando una persona vive un conflitto, la maggioranza delle sue energie sono destinate a tentare di risolverlo. Energie che necessariamente sono distratte da altri ambiti, uno di questi è proprio la genitorialità.  Si sa che se un nemico attacca la città a Nord la maggioranza delle truppe si ammassa presso quel punto cardinale. Già Shakespeare affermava: “Amami o odiami, entrambi sono in mio favore. Se mi ami sarò sempre nel tuo cuore. Se mi odi sarò sempre nella tua mente” (sogno di una notte di mezza estate).

Per quanto i genitori si sforzino se sono in conflitto non disporranno di molte energie da destinare ai propri figli. Ecco quindi che, mentre i genitori confliggono, i figli sono “abbandonati” a se stessi. Certo, magari continuano a nutrirli, accudirli, ma di fatto non hanno quella disponibilità ad ascoltare,  sintonizzarsi sui loro stati d’animo e quindi svolgere le funzioni più importanti e specifiche del ruolo. Tutti gli adulti posso preparare la cena per un bambino, ma un bambino ha bisogno del proprio genitore per confidarsi, raccontare la propria giornata e consegnare le sue fatiche.

Che fare allora? Impegnarsi al massimo per contenere, o meglio ancora, risolvere il conflitto. Come? C’è uno strumento a disposizione dei genitori che si stanno separando o si sono separati e rimangono in conflitto; si chiama mediazione famigliare. La mediazione famigliare è un processo di gestione dei conflitti famigliari. Il ruolo del mediatore è  quello di portare la coppia genitoriale a trovare da sé le basi di un accordo durevole. Mediazione non è conciliazione, non si tratta semplicemente di “fare a mezzo”, di negoziare accordi economici. Così come non è intento della mediazione famigliare riconciliare la coppia. Si tratta di acquisire gli strumenti per affrontare il conflitto così che i due ex coniugi possano ri acquistare tutte le energie necessarie a svolgere il loro ruolo di genitori.

Accade che i genitori decidano di separarsi, è sempre e sicuramente un processo doloroso. Si può ri trovare la serenità, si può vivere il senso di famiglia anche se i genitori non abitano sotto lo stesso tetto. Tutto questo grazie alla volontà dei genitori di affrontare i conflitti, e grazie a questo strumento che è la mediazione famigliare. Perché come dice Stich nel cartone animato “Lillo e Stich”: “Questa è la mia famiglia. L’ho trovata per conto mio. È piccola e disastrata, ma bella. Si, davvero bella”.

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