La vera fatica di un genitore… tutto il resto sono c****te

Sarà il caldo, o il fatto che in questi giorni di vacanza io e miei figli siamo a contatto stretto, stretto. Sarà che loro sono adolescenti, e io con l’estate divento più riflessivo. Il canto delle cicale mi invita a sedermi sotto un albero per godermi il fresco dell’ombra, e la mente si perde in riflessioni.

Oggi condivido con te il frutto di queste calde ore estive. Mi sono domandato qual è la vera fatica di ogni genitore. Se ripenso a questi quasi vent’anni di esperienza sul campo, ricordo sicuramente le notti insonni perché uno dei bimbi piangeva. Le corse al supermercato prima dell’orario di chiusura per gli acquisti di emergenza (pannolini, latte etc, detto anche il kit di sopravvivenza del genitore). Le preoccupazioni per la salute quando qualche piccola o grande malattia compariva nella loro vita. I soldi spesi per gli acquisti destinati a loro. Le rinunce al proprio tempo per dedicarlo a loro. L’elenco può continuare ancora per un bel po, se vuoi vai avanti tu.

Sai cosa ti dico: “tutte c***te!!!!”.

Alla fine tutto questo non mi pesa più di tanto. Fa parte delle regole del gioco. Se decidi di intraprendere la strada del genitore metti già in cantiere tutte queste esperienze. Quindi, per quanto siano faticose, le accetti. Con il tempo dimentichi  per il magico potere delle mente di un genitore, tutte svanisce dalla memoria. Rimangano i sorridi, i bei ricordi, le emozioni di gioia.

Allora qual è la vera fatica di un genitore: LA COERENZA!

La coerenza ti costringe a migliorarti, che tu lo voglia o no. Ti prende a schiaffi ogni volta che sgarri. Non perdona, non concede sconti, e ti ripaga con interessi da strozzino.

Sappiamo bene, io e te, che i nostri figli imparano più con gli occhi che con le orecchie. Possiamo stare ore e ore a recitare sermoni sulla morale, leggere pagine del Vangelo di Gesù, o altri libri ispirati. Poi andiamo in auto, un demente ci taglia la strada ed eccoci ad insultarlo come se non ci fosse un domani. Cosa avrà imparato nostro figlio? Non certo la giusta e bellissima lezione del Vangelo: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Avrà imparato che se un demente ti taglia la strada è giusto insultarlo fino allo sfinimento.

Ti sto dicendo solo ciò che già sai, perché tutti noi genitori conosciamo benissimo il potere educativo dell’esempio. Perché? Semplicemente perché quando noi eravamo bambini abbiamo guardato i nostri genitori e qualche volta, forse, gli abbiamo sbattuto in faccia le loro incoerenze.

La coerenza ci obbliga ad essere migliori, ad essere persone più buone, che seguono un’alimentazione sana, che pagano le tasse, che accettano le conseguenze delle proprie azioni. Fin qui è già una fatica immane. Ci sono giorni che vorrei fregarmene di essere coerente, coprire gli occhi ai miei figli e che sia quel che sia.

C’è di più, una maggiore fatica ancora. Perché se è faticoso essere coerenti con l’alimentazione, gli stili di vita, i precetti morali, ancor di più lo è con la felicità. 

Quando chiedo ai genitori cosa vogliono per i propri figli, tutti rispondono: “la felicità”. Perfetto, giusto, ma tu la cerchi veramente? Perché la felicità non bussa alla porta, non la trovi per caso sotto il letto, o sopra. La felicità è una conquista personale, e quello che vale per me non vale per te. Quindi l’unico modo per trovarla è mettersi in cammino.

Camminare è faticoso, perché devi lasciare sul ciglio tutto ciò che non ti serve più. Lasciare dolori, desideri non realizzati, frustrazioni, come se fossero pietre. Solo così potrai camminare leggero e trovare la felicità che meriti e che ti sei conquistato. Questo è l’insegnamento più importante che possiamo lasciare ai nostri figli.

I nostri figli (i miei e i tuoi) devono vederci (io e te) camminare ogni giorno per conquistare la nostra felicità (che è solo mia e solo tua e non loro). Devono vedere che siamo capaci di lasciare a bordo strada tutto ciò che ci ha fatto male e che non serve più. Vedere con gli occhi del cuore che siamo capaci di perdonare e di perdonarci. Solo così impareranno a camminare sulla via delle della felicità.

Ma che fatica ragazzi, che faticaccia! Eppure amico mio e collega genitore, ne vale veramente la pena.

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