Bambini, un problema alla volta!

mamma indaffarata gokE’ una frase che ogni educatore dovrebbe dire, che ogni genitore dovrebbe recitare come un “mantra” tutte le volte che c’è una situazione complessa. Si tratta di insegnare con l’esempio che qualsiasi problema per essere risolto deve essere prima capito, valutato e psiegato nelle sue varie angolature per essere risolto; riesce se il genitore è certo che ogni problema ha la sua soluzione e che per essere trovata ogni problema va risolto uno alla volta senza ansia. Mi spiego meglio chiedendoti di immaginare questa scena: tuo figlio vuole qualcosa (può essere la maglietta verde lavata e pulita alle 7.30 del mattino) , non riesce a risolvere un problema (ad esempio gli esercizi di matematica), ha un desiderio improvviso (ad esempio pinage perchè vuole a tutti i costi il gioco che ha anche il suo migliore amico). Succede mentre ti stai vestendo e preparando per andare al lavoro, o stai stendendo la lavatrice, sei al telefono con tua suocera che non si ricorda che farmaci deve prendere per l’alzheimer, sei intenta ad ascoltare tuo marito che ha avuto una brutta giornata di lavoro ed ha bisogno di scambiare due parole con te e di ricevere un tuo sorriso rassicurante. E tuo figlio che si catapulta come un missile a lunga gittata sulla situazione e vorrebbe la soluzione subito nell’immediato che gli consentirebbe di ricolvere il suo problema e di abbassare la sua ansia.

Ti invito a rimanere con la mente su questo punto : c’è un problema e la soluzione deve arrivare subito. No, a meno che non sia in pericolo l’incolumità di tuo figlio, i problemi vanno affrontati senza cedere alla richiesta dei bambini “adesso, subito, mi serve ora”; e ti chiederai “ma non ricevendo la soluzione subito non si agitano ancora di più ingrandendo il problema?”. Ti propongo una visione diversa : il problema si ingrandisce nella loro testa perchè non contieni la loro ansia, non per via della “grandezza” del problema.

I bambini sono pieni di mille risorse, ma per via dello step evolutivo nel quale si trovano devono fare i conti con questi  elementi:

  1. egocentrismo: è la tendenza che ha ogni bambino a vedere “sè stesso al centro del proprio universo-famiglia”, grazie alla risposta affettiva fatta di attenzioni il bambino può crescere, è quindi una fase necessaria che deve però evolvere verso l’apertura all’altro e ciò avviene intorno ai 7 anni. Il passaggio consiste nell’accettare che anche altri coesistano nel mio universo-famiglia con i propri bisogni.
  2. tendenza a ripetere: i bambini imparano ripetendo più volte la stessa cosa. Ciò li rassicura ma soprattutto permette loto di creare quelle piste neuronali che possono essere poi ripercorse in situazioni smili. Maggiori sono le attenzioni e le espressioni che danno i genitori (sia sorridendo, sia dicendo “bravo”) maggiore è la possibilità che il bambino ripeta per “ricevere” nuovamente la reazione del genitore.
  3. paura del nuovo: i bambini proprio perchè sono abitudinari (e ribadisco, ne hanno bisogno per crescere e sentirsi sicuri nell’ambiente) temono molto il cambiamento, vanno accompagnati bene quando vengono inserite delle novità (basti pensare ad un cambio di arredamento della camera, oppure al taglio di capelli drastico della mamma). Infatti non amano le novità e io cambiamenti, amano le sorprese (la pizza per cena ecc) e certi bambini si mettono a pinagere o si agitano anche per quelle!

Ecco cosa fare quando i problemi sono complessi, le richieste sono simultanee e “fuori tempo”; sono 3 azioni semplici da fare:

  • spiega con parole semplici che è il momento giusto per te di fare quello che stai facendo e quando avrai finito lo ascolterai volentieri;
  • parla abbassandoti alla sua altezza, guardandolo negli occhi e chiedendo che ti guardi, con presa ferma e gentile tocca le sue spalle con i palmi delle tue mani;
  • spiegagli (con termini comprensibili alla sua età) che quando fa molte rchieste la mamma e il papà rispondono sempre ad una richiesta alla volta.

Riassumendo, fai passare il messaggio che per risolvere un problema e trovare la sua soluzione bisogna essere focalizzati, attenti e liberi; fare due cose contemporaneamente di solito crea problemi, non li risolve.

Insegna questo a tuo figlio e ti sarà grato!

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