Dare regole a tuo figlio rispettando la sua crescita è possibile se sai come farlo. Non vuoi risultare un genitore palloso e iper-severo? Comunicare già ora in modo da farti capire rispettando la sua età e le sue competenze, è il modo migliore che hai per evitare di dover diventare domani molto severo. A molti genitori sembra normale che un bambino ubbidisca a regole ovvie come lavarsi le mani prima di andare a tavole, ringraziare, lavarsi i denti, andare all’asilo, accettare che la tv venga spenta, prestare i giochi al fratello. Eppure per un bambino questi comportamenti non sono delle ovvietà, ma situazioni che lo obbligano a smettere di fare quello che sta facendo e che gli sta piacendo molto!

Le tue aspettative giocano un ruolo chiave

Per fare ordine bisogna chiarire che per un bambino obbedire senza ribattere a ogni richiesta è impossibile quanto lo è per te non chiedere il motivo di una multa al vigile che la sta compilando alla tua auto parcheggiata nelle strisce bianche! E’ compresnibile che alle nove di sera sei stanco e non gradisci il “no” di tuo figlio quando gli dici che è ora di andare a letto. Soprattutto se hai passato la giornata a lavorare per far quadrare il bilancio di casa, lavare e stirare, fare la spesa, tenere un minimo di rapporti sociali con nonni zii ecc e amici vari, collquio con la maestra, pediatra e chi più ne ha più ne metta. Eppure lui dice “no” ugualmente anche se è la stessa richiesta che gli fai per tante sere di fila.    

Le prediche stanno a ZERO

In generale una buona prassi educativa è di non ricorrere a :
  • rimproveri (“quante volte te lo devo dire?”),
  • all’imposizione di etichette (“sei così pigro”),
  • alle preghiere (“fallo per la mamma che ti vuole tanto bene”),
  • alle recriminazioni (“non farmi fare tardi di nuovo”)  
  • all’umiliazione (“mi hai proprio deluso”)
  • al ricatto (“se ti metti le scarpe ti do il lecca-lacca”
  • come ultima spiaggia, alle minacce (“se non ti metti le scarpe, ti sculaccio!”).
Queste risposte inducono il bambino a fare ciò che gli viene detto, ma ne demoliscono sostanzialmente la volontà, generando rabbia  e risentimento.  

Mettiti nei suoi panni!

Come puoi immedesimarti in tuo figlio per aiutarlo a sopportare le delusioni, a prendere decisioni compatibili con la sua età e a non pretendere gratificazioni immediate? Ad esempio puoi farti queste buone domande importanti prima di arrabbiarti per i suoi “no”:

1. “Come mi sentirei al suo posto?”

considerare, dare valore al punto di vista del figlio è già il primo passo  trovare modalità accattivanti per motivarlo a collaborare. Solo comprendendo cosa è importante per lui, potremo aiutarlo a comprendere cosa è importante per noi.

2. “Che cosa è realmente in grado di fare?”

forse ci si aspetta troppo da lui per l’età che ha?  Forse usiamo parole difficili? È fisicamente in grado di fare ciò che gli chiedete? Ricordate che ogni bambino ha il proprio ritmo di crescita e che ogni bambino è unico, molto diverso anche dai suoi fratelli!

3. “Gli ho insegnato a fare ciò che gli sto chiedendo?”

un apprendimento di qualsiasi tipo si tratti (anche mettersi un giubbino e i guanti) richiedono delle esercitazioni vere e proprie. Bisogna provare ogni singola azione con lui, è necessario dedicare un po’ di tempo ad esempio a spazzolarsi bene i denti o pettinarsi i capelli e poi assisterlo più volte fino a quando non sarà in grado di farlo bene da solo.

4. “Mio figlio quante regole è in grado di seguire?”

chiedere contemporaneamente tre azioni da compiere ad un bambino da tre a sei anni porta inevitabilmente il bambino a selezionare quella che gli piace di più o sa fare meglio, perché non si ricorda ogni cosa senza distrarsi! Deve prima aver dimostrato di seguire un input alla volta e solo dopo potreste proporne uno o due in più.

5. “Il mio comportamento è un buon modello per lui?”

i figli seguono più facilmente gli esempi che gli ordini, se non vi allacciate la cintura di sicurezza, se uscite con i capelli al vento e arruffati tutte le mattine, difficilmente vostro figlio avrà un buon rapporto con il pettine! Mettete in pratica ciò che insegnate e chiedete a loro prima di tutto ciò che fate voi per primi!  

Una formula importante

Puoi aiutarti anche ricordando questa importante equazione: capacità + motivazione = risultato. I bambini devono trovare una ragione per fare ciò che gli viene chiesto perché, ad esempio, dal loro punto di vista andare a lavorare in orario non è così importante come per te, non hanno la nozione del tempo ed è più alta la motivazione di continuare a giocare, piuttosto che vestirsi velocemente per farvi arrivare giusti in tempo al lavoro. Per insegnargli a rispettare la regola “alle 8 siamo tutti in auto lavati puliti e vestiti” è importante sia insegnargli a vestirsi sia fornirgli un vantaggio per volerlo fare. E’ importante presentargli il vantaggio di compiere un’azione anzichè un’altra; gli darà il giusto sprint e lo farà sentire importante, lo farà sentire un collaboratore per raggiungere un obiettivo di tutta la famiglia! Se questo articolo ti è piaciuto condividilo dove ti piace di più; se vuoi saperne di più e imparare concretamente a dare le regole contatta lo 0444597154 per prenotare la tua consulenza con un nostro esperto Pedagogista,  oppure scrivici a segreteria@centrostudisanmarco.com 
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