Aiuto la scuola ha sequestrato mio figlio!

banco scuola1In questi giorni si aprono le porte delle varie scuole e migliaia di bambini/e e ragazzi/e vi entrano; chi serenamente, chi con tristezza, chi con apprensione, sicuramente nessuno con animo indifferente.

Li aspettano 200 giorni di scuola, e a noi genitori non resta che urlare “Aiuto la scuola ha sequestrato mio figlio!”. In effetti la maggior parte del tempo dei ragazzi/e ruoterà attorno agli impegni scolastici. Nasce quindi la domanda principe di tutti gli alunni e delle loro famiglie: “Ma è proprio necessario? Non c’è un altro modo?” Negli anni si sono avviate tante esperienze sperimentali, alcune fallite dopo poco, altre ancora in essere, per realizzare una scuola diversa. Il punto è che comunque siano organizzate queste esperienze, alcuni elementi comuni permangono proprio perché sono costitutivi dell’identità della scuola. Togliere quei elementi fa si che l’esperienza non sia più classificabile come scuola. Tempo fa, con un gruppo di ragazzi/e della scuole superiori, lanciai un tema di discussione: “la scuola che vorresti”. Una ragazza rispose molto sinceramente: “La scuola che vorrei dovrebbe iniziare alle 11.00, così alla mattina ho tempo per dormire, poi si entra in classe, i banchi non ci sono più solo sedie. I professori dovrebbero entrare e portare pasticcini, salatini e magari un aperitivo. A quel punto si sta assieme e poi alle 13.00 tutti a casa!”. Ho capito che stava descrivendo un bar e trasformato i professori in camerieri. E’ chiaro che quello non è scuola. Quali sono gli elementi di identità di una scuola allora? L’elemento principale è che la scuola è un luogo di apprendimento! Su questo termine però è importante intendersi; recuperiamo quindi la definizione ufficiale del dizionario di Pedagogia: “L’apprendimento è una modificazione, resistente nel tempo, del comportamento di una persona come risultato dell’esperienza o della pratica. E’ la capacità di mettere a frutto le esperienze per orientare e ristrutturare l’universo cognitivo”.

Una parola importante da evidenziare nella definizione è: “risultato dell’esperienza o della pratica”. Quindi imparare significare vivere esperienze, significa fare pratica. Non si può imparare se non si vivono esperienze. Certo è che queste esperienze devono essere ripetute e ripetute migliaia di volte prima che siano in grado di modificare realmente il comportamento di una persona. Ci sono due parametri importanti in educazione: frequenza ed intensità. Più le esperienze sono vissute con alta frequenza e alta intensità più queste modificheranno il comportamento di una persona. Per cui i bambini/e, i ragazzi/e hanno bisogno di questi 200 giorni per crescere. Purtroppo non c’è alternativa. Oggi tutti vorremmo scorciatoie; “impara tutto in 15 minuti” si legge in alcuni manifesti pubblicitari, ma non è così. Il tempo è la più grande risorsa disposizione delle persone, perché esso costruisce. “Mattone su mattone viene su la grande casa” si cantava da bambini. La cappella Sistina, il Colosseo, la torre di Pisa etc. non sono spuntate come i funghi dalla sera alla mattina. Giorni e ore di lavoro. Così i tuoi figli si possono “costruire”: giorni e ore di scuole. Come un gruppo di operai, forniti di martello, scalpello, chiodi e squadre ogni giorno si adoperano per la costruzione del loro futuro.

Certo il tempo come risorsa deve abbinarsi anche ad una qualità di insegnamento, e quindi rispondere al secondo parametro: l’intensità. Il tempo deve essere significativo e pieno di significati, altrimenti, e questo è importante ricordarlo, quella risorsa diviene uno svantaggio; esso non è neutro. 200 giorni di scuola o costruiscono il futuro dei nostri figli o lo distruggono. Comunque sia oggi saluta serenamente tuo figlio che inizia l’anno scolastico e se ti chiede uno sconto rispondi con il sorriso: “Gli sconti si fanno al bar non nella vita”.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *