L’autostima dei bambini: come potenziarla?


gatto leone gokCon questo articolo intendo sfatare alcuni miti: con l’autostima bassa si nasce, l’autostima di un bambino dipende solo dai genitori, i bambini bravi a scuola non hanno un’autostima bassa, ecc… Bene, non è vero. E se sei pronto a far posto a delle nuove prospettive puoi proseguire la lettura serenamente.

Partiamo da due domande:

  1. Quando pensi all’autostima pensi alla stessa cosa a cui pensa il tu vicino di casa?
  2. Sai cioè cos’è l’autostima e come si forma?

Non è possibile infatti potenziare qualcosa senza sapere cos’è e conoscerne l’origine; è come pensare di aumentare i propri guadagni senza conoscere prima gli sprechi e le spese superflue che vengono fatte!

Allora facciamo un po’ d’ordine nelle informazioni: “l’autostima è la consapevolezza di valere come persona tanto da poter avere un’immagine positiva e una buona opinione di sè. Ciò si traduce nella fiducia in se stessi e in un comportamento positivo”  (“l’arte di comunicare con i bambini“ di S. Vallières). L’autostima adeguata permette al bambino di conoscere i suoi punti deboli e i suoi punti di forza, ammettere di avere bisogno di aiuto, chiedere scusa, affrontare le difficoltà e sviluppare la volontà di superare le varie situaizoni che via via si presentano nella crescita.  E come si sviluppa? L’autostima dei bambini si sviluppa nel tempo e fin dai primi vagiti (pare un’esagerazione ma non lo è); è un percorso aritocolato e complesso dove possono intervenire fattori anche esterni sia positivi che negativi che la possono modificare, nel bene o nel male. Il ruolo dei genitori nel suo sviluppo positivo è cruciale; i bambini hanno bisogno di:

  • sentire che la mamma e il papà fanno il tifo per lui, incoraggionadolo e appoggiandolo;
  • sentire che mamma e papà pongono dei limiti, che infondono sicurezza e “consegnano” ai bambini dei giusti punti di riferimento;
  • sentire che mamma e papà sottolineano le sue qualità positive piuttosto che enfatizzare quelle negative.

Con tutti questi elementi i bambini costruiscono dei pezzetti, delle sfaccettature dell’immagine di sè; ciò significa che questa immagine si sviluppa sulla base della percezione che le persone signficative (genitori, nonni,fratelli, insegnanti, ecc…) hanno del bambino stesso e del tipo di relaizone che il bambino ha stabilito con ciascuna di loro. Più la relazione è stretta più il pensiero di queste persone influisce sul bambino. È quindi importantissimo che le persone che gli sono accanto gli rimandino un’immagine positiva di sè, evitando giudizi o sarcasmi che potrebbero indurlo a svalutarsi o sottovalutarsi.

Chiarito questo adesso possiamo fare qualche ipotesi di potenziamento dell’autostima:

  • far sentire importante il bambino: importanti sono i suoi pensieri,le sue idee (per quanto fantasiose e non sempre realizzabili), le sollecitazioni che dà per creare nuovi giochi, nuove storie, ecc…;
  • far sentire capace il bambino di fare delle esperienze (primo bagno senza salvagente o braccioli, spegnere una candela, aprire dei cassetti, camminare con i tacchi della mamma, rimanere da solo alle feste di compleanno, fare da solo i compiti,ecc…);
  • trasmettergli sicurezza; sicurezza è….che noi ci siamo, sicurezza è… che la casa è un luogo sicuro, sicurezza è ….che noi lo confortiamo;
  • trasmettergli il senso del limite; tutto ha un limite, il tempo a scuola è limitato, il tempo del gioco così come quello della merenda o della tv, così come il tempo del lavoro per un adulto è un tempo limitato;
  • trasmettergli il senso di appartenenza al “noi”: il “noi” della famiglia, il “noi” della scuola, il “noi” dei cuginetti, il “noi” del paese di appartenenza. Da questa prima esperienza del noi si fondano le prime abilità sociali.

L’autostima adeguata di un bambino apre il cuore di un genitore e di qualsiasi essere umano, infonde speranza e fiducia in un futuro migliore. Aiutiamo i bambini a crescere con un’idea chiara delle loro infinite potenzialità, potenzialità che potranno veramente sviluppare solo in un clima dove sono chiari limiti e confini, conditi con tanto tantissimo amore!!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

12 risposte

  1. Auto-stima è oggi scambiata troppo spesso con arroganza e presunzione da genitori a loro volta assenti in codesta qualità.
    Sapere e conoscere aprono tante porte, facilitano le strade impervie…quanti però sono pronti a questa rivoluzione culturale?
    Vedo tanti lottare giustamente per cause fondamentali (l’ecologica, la salvaguardia delle specie animali, aiutare paesi lontani…) e pochi per aprire la mente a lavorare su loro stessi. C’è tanto lavoro da fare per la via della consapevolezza.
    Grazie Federica del post

    1. Si fa confusione. E qui lancio una freccia contro una cattiva, confusa, distorta ed eticamente scorretta informazione anche massmediale che scambia la bassa autostima con la timidezza e l’essere introverso e l’arroganza con la buona autostima e la fiducia in se stessi. Stiamo scherzando vero?!?!? No, succede proprio così! Fortuna che possiamo dirlo, così aiutiamo i genitori a fare chiarezza. Grazie del contributo, Federica

  2. si ,sono d’accordo con quanto fate e date conoscenza nei vostri percorsi.
    questo il metodo di tentare ad affrontare ,far crescere capacita’ ,proprio con la consapevolezza .Far si che possa piu’ gente possibile addestrarsi e capacitarsi con il cuore e la mente per formare persone alla societa’che avanza nel migliorare sempre ,come ora l’esempio di PAPA FRANCESCO……..
    CIAO E BUON LAVORO E VITA…

  3. Ho trovato utili le puntualizazioni sul concetto di autostima e sulle sue dinamiche.
    Questo articolo, come altri del vostro blog, che frequento da pochissimo, sono un efficace termine di paragone al quale riferirmi, in particolare adesso che l’inizio della scuola materna di mia figlia maggiore mi costringe a rivedere molte mie posizioni.
    Grazie.

    1. carissima ti ringrazio per l’apprezzamento, condivido anch’io: i nostri figli ogni volta che ci lasciano, amorevolmente “ci costringono” a rivederci, riassestarci per riorganizzarci. Tutto ciò ci aiuta a trovare nuovi equilibri sia dentro che fuori di noi. Continua a seguirci: non te ne pentirai! Ciao Federica

  4. Ciao, ho trovato molto interessante ed opportuno il vostro articolo. Credo che la dificoltà maggiore stia nel riuscire a dare a un bambino i giusti “limiti”, senza che questo lo faccia sentire inadeguato, abbassando così la sua autostima. E sopratutto trasmettergli la cosapevolezza di valere, anche quando sbaglia. Ardua impresa!
    Ciao e buon lavoro!

    1. Ciao concordo pienamente, il giusto equilibrio negli interventi porta solo autostima nei bambini! Grazie per il tuo contributo, Federica

  5. grazie per i suggerimenti , non avevo pensato che mettere dei limiti aumenta la sua autostima; mi soffermavo di più nel sottolineare le sue positività. Raffaella

    1. si aumenta la loro autostima perchè si sentono considerati importanti dal momento che spendiamo energia a “fermarli”! Buon proseguimento ciao! Federica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *