basta bambini ciccioni parte 2

bambino cibo gokSpinto dall’enorme successo del mio ultimo post sul tema “basta bambini ciccioni” (ad oggi è il post che ha riscontrato maggiori visualizzazioni dell’anno), oggi  mi spingo oltre così da approfondire maggiormente questo argomento.

Come già detto precedentemente i bambini mangiano ciò che:

a) trovano in casa;

b) gli viene messo nel piatto da un adulto (genitore, nonni etc.)

Quindi, sembra banale e può anche esserlo, chi deve rimboccarsi le maniche per cambiare alcuni comportamenti non sono i bambini, ma gli adulti. Ribadisco fino allo stremo: la responsabilità è in capo agli adulti.

Perché un genitore, che afferma di amare il proprio figlio/a e che ha a cuore la salute del suo cucciolo, riempie il suo piatto di quintali di cibo spazzatura?

Le ragioni sono:

a) errata e/o carente informazione;

b) pregiudizi, convinzioni;

c) paura.

Nell’era dell’accesso libero, gratuito e frendly dell’informazione, molti genitori sono “ignoranti”, nel senso stretto del termine cioè ignorano, rispetto al tema alimentazione.

Sai, per esempio, che i fagioli hanno la stessa quantità di proteine della carne di pollo, e di più del tonno o del bovino adulto?

Sai che  l’ordine in cui sono scritti gli ingredienti in un’etichetta  corrisponde al criterio di maggiore quantità, cioè il primo che compare è più abbondante del secondo e così via. Quando compri un “sanissimo” succo di frutta leggi l’etichetta, se trovi la sequenza: acqua, zucchero, polpa di arancia, etc. significa che lo zucchero è presente in quantità maggiore della polpa di arancia. Molti genitori non sanno leggere le etichette, moltissimi non le leggono neppure, e poi si trovano i figli sovrappeso.

In Italia siamo pieni di pregiudizi o convinzioni rispetto all’alimentazione. Moltissimi di questi pregiudizi derivano dalla nostra storia. I nostri nonni hanno effettivamente patito la fame, specialmente nel periodo tra le due guerre mondiali e i gli anni successivi. Ricordo mio zio che mi raccontava che, nell’immediato dopo guerra, pativa la fame al punto che finito il magro pranzo andata alla fontana a bere fino a riempirsi la pancia di acqua per avere la sensazione di sazietà. Solo alcune categorie sociali potevano permettersi tre pasti completi al giorno, per cui essere sovrappeso era indice di benessere sociale.

Bambini magri uguale a bambini poveri, bambini grassi uguale a bambini ricchi. Si è quindi generata questa convinzione che ancor oggi è molto presente. Quando si vede un bambino sovrappeso lo si chiama “paffutello”, senza però considerare che lui fa fatica a correre e a stare con gli amici. Quindi guai a saltare un pasto!!!! Non esiste che un bambino non mangi tre volte al giorno più due o tre merende!!!! Perché si pensa immediatamente che sia ammalato. Tu mamma ti senti valutata sulla base del fatto che tuo figlio mangia o non mangia tutto. Non dire di no, lo so bene, incontro mamme tutti i giorni. Ce ne fosse una diversa. Tutte voi mamme a fare la gara a dire quanto siete brave perché i vostri figli mangiano tutto e non lasciano nulla nel piatto.

Altra convinzione: non si può avanzare nulla. Questo era corretto nell’immediato periodo dopo la seconda guerra mondiale, dove vigeva la scarsità, ma oggi viviamo nell’era dell’opulenza e bisogna insegnare ai figli a dire NO! A lasciare nel piatto parte del cibo quando la sensazione di sazietà arriva. Lo so che dopo questa mia affermazione ci saranno centinaia di mamme che urlano alla scandalo, ma questa è una verità. Perchè i bambini sono in sovrappeso? Perché mangiano troppo e male. Cosa li può salvare? Mangiare meno e meglio. Quindi anzitutto bisogna insegnare a mangiare meno, e l’unico modo è quello di aiutarli a riconoscere il senso di sazietà. Per questo diviene educativo insegnare a tuo figlio che può lasciare una parte del cibo nel piatto e fermarsi quando sente la sazietà. Non necessariamente bisogna gettare la parte avanzata nella spazzatura, si può conservarla per il giorno successivo o farla diventare parte di una pietanza successiva.

Ultimo punto: la paura, la madre di tutti i problemi alimentari. Ecco che per far magiare tuo figlio sei disposta a mettergli nel piatto una serie di schifezze. Il tutto perché non sopporti che salti un pasto, perché? Perché hai paura! Hai paura che se non mangia si ammali, hai paura del giudizio degli altri (anche di tua madre si, soprattutto di lei). Hai paura che non sia felice perché non ha la pancia piena. C’è anche un’altra paura, scusa se ti smaschero, hai anche paura che se chiedi a lui di cambiare devi cambiare anche te. Nella famosa ricerca che ho citato lo scorso articolo c’era un altro dato che ho omesso, il 40% delle mamme di bambini sovrappeso sono esse stesse sovrappeso. Già proprio così. Lasciamo da parte la genetica per ora, troppo facile. Anche tu mamma, anche tu papà (la ricerca non parla dei papà e me ne dispiace) se chiedi un cambiamento di stile di vita a tuo figlio devi essere disposto a concretizzarlo in prima persona. Quindi non puoi tenere nel frigo lattine di bibite gassate e zuccherate e dire a tuo figlio che lui non le può bere, e poi magari di nascosto le bevi tu o tuo marito. Semplicemente devono scomparire da casa tua. Capisco la tua paura di cambiare, capisco che sia difficile, però almeno non ti nascondere dietro la foglia di fico, ammetti che anche per te è difficile cambiare.

Visto che questo post è più lungo del solito, ma non potevo fare altrimenti, mi permetto di riassumere i concetti principali:

L’importanza dell’informazione: inizia ad informarti seriamente sul tema alimentazione, impara a conoscere e riconoscere i vari elementi (proteine, carboidrati etc.), impara a leggere le etichette prima di acquistare un prodotto.

Fai una lista delle convinzioni che hai rispetto al cibo: prendi un foglio e tu e tuo marito scrivete tutto ciò che credete sia giusto e ciò che invece credete sia sbagliato. Poi accedi ad internet e verifica se ciò che pensi è scientificamente provato, metti in discussione tutto, così potrai farti un’opinione più moderna e più adeguata al presente.

Vinci le tue paure giorno dopo giorno: la montagna si scala un passo alla volta, per cui inizia dai cambiamenti più semplici. Anche qui fai una lista dei cambiamenti che vorresti realizzare, dai un voto ad ognuno usando il criterio di quanto ritieni sia facile o meno raggiungere quell’obiettivo. Poi inizia dai più semplici, così intanto inverti la rotta e piano piano si alimenta la motivazione al cambiamento. Se serve fatti aiutare da persone qualificate e di tua fiducia, da persone che capiscono le tue paure e che sono in grado di accompagnarti veramente, passo dopo passo, verso la tua nuova vita.

Considera che ne va della salute tua, di tuo figlio e di tuo marito, credo che questo basti a motivarti. Buon inizio

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