Tuo figlio arrabbiato ti sta dicendo che …

mamma bimbo arrabbiati GOKTuo figlio arrabbiato a questa età (tra i 7 e i 13 anni) ti prende di sorpresa, mette in imabarazzo, e spesso preoccupa, soprattutto se sei stato abituato a vedere un bimbo tranquillo e poco reattivo. Di fronte a questo nuovo scenario spesso noi genitori dobbiamo contenere non solo la sua reazione (e quindi l’emozione che ci sta dietro) ma anche la nostra; le arroganze di un figlio arrabbiato, il suo scoppio di rabbia potrebbe risvegliare in te nervosismo, potresti anche sentirti impotente e in poche parole alla rabbia di tuo figlio si aggiunge altra rabbia (la tua). Ed è lì, in quel frangente che potresti sentirti smarrito. L’importante è che tu sia consapevole che se lo lasci da solo alla mercè di ciò che prova, ha ancora poca competenza per controllare o esprimere in forma adeguata le sue emozioni, e quindi potrebbe passare dalla rabbia all’aggressività o al disprezzo. Insomma: la vita si complica per tutti.

So per certo, essendo un genitore come te, che stare vicino a tuo figlio arrabbiato richiede da parte tua energia e autocontrollo che possono aumentare vertiginosamente (si…proprio così) se sai riconoscere dietro la rabbia uno o più dei suoi significati.

Eccone 4:

1) “STO PRENDENDO LE MISURE DI ME STESSO”

Quando si arrabbia ingaggia un braccio di ferro con te, quasi che volesse vedere quanto riesce a risponderti e a contrastarti. Non hai anche tu l’inpressione che si stia mettendo alla prova? Attraverso le prove di forza con i genitori, i ragazzi dagli 11 ai 14 anni capiscono i propri confini. E anche i propri limiti!! Liberando l’energia della rabbia fa l’esperienza di un altro aspetto della vita sociale: prende maggiore coscienza di quanto male può fare agli altri. E se non ha la misura di questo, come fa a rendersene conto e fermarsi prima la prossima volta?

2) “TI STO CHIEDENDO AMORE”

La rabbia, soprattutto se è stata repressa per parecchio tempo, diventa come il vapore dentro alla pentola a pressione: ha bisogno di uscire dalla valvola altrimenti fa esplodere la pentola. Scoppi improvvisi e anche carichi di aggressività è bene non vengano ignorati ma accolti e contenuti da parte tua: hanno sicuramente una valenza e veicolano un messaggio che tuo figlio ha per te: ha sicuramente bisogno di sentirsi accettato anche così e non sgridato o rimproverato. Il messaggio che ti dà potrebbe essere: “Non sento di valere, non sento di essere qualcuno che conta per le persone che amo. Mi sembra di sbagliare sempre e di non fare abbastanza bene”. Ecco perchè urlargli “non ti arrabbiare” non serve a nulla, anzi…

3) “MI STO DIFENDENDO”

Si difende arrabbiandosi; ritenere di aver subito un sopruso e non dare segnale arrabbiandosi, significherebbe che non si accorge di nulla. Imparare ad ascoltarsi, a esprimere il “no” che gli viene dalla pancia quando qualcuno fa qualcosa che sente “contro di se” è importante! Accorgersi che altre persone si stanno comportando usando manipolazione e violenza (fosse anche solo verbale) contro di sè è un passaggio inderogabile della crescita dell’essere umano.Se tuo figlio lo fa esulta con lui! Guardandoti indietro a quando avevi la sua età, ricordi quella ribellione che hai sentito nascere dentro di te?

4) “COME ME NON C’E’ NESSUNO”

Per lui sei un modello importante, per lui sei il modello…e se pensi bene …chissà in quante cose ti copia! Autoaffermarsi è importante alla sua età, la ribellione che a volte può essere espressa in modo esagerato, è la prova che ha a cuore sè stesso, che si sente diverso da te e non accetta di subire decisioni e scelte, anche se vengono da te (ricorda …ti ha imitato fino all’altro giorno!). Il tuo compito come genitore è quello di INCANALARE LA RABBIA: arrabbiarsi lo può aiutare a farsi rispettare, a trovare il suo posto nel gruppo di amici, nella classe, in famiglia senza subire in silenzio nè usare manipolazioni.

Che fare? Aiutarlo e sostenerlo ad esprimere sè stesso, anche se ciò significa diventare antipatico a qualche amico. I ragazzi a questa età temono di fare delle scelte, temono di sbagliare e di essere esclusi dal gruppo e di rimanere senza punti di riferimenti; da una parte mamma e papà sono punti di riferimento stabili e gli viene naturale copiarli, dall’altra parte vuole essere differente, vuole essere speciale e amato per ciò che è e non per somiglianza ad uno dei genitori. E’ su questo che è importante stringere alleanza con loro: “FACCIO IL TIFO PER TE AFFINCHÉ SIA DIVERSO DA ME”.

E poi non dimenticarti di farci sapere com’è andata!

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