Ecco 6 risposte ok alla gelosia tra fratelli

Ecco, ci risiamo: Alessio e Luca sono fratelli di 3 e 5 anni, gelosi l’uno dell’altro da far paura; chissà a quanti genitori è successo! E chissà anche quanti genitori ricordano di aver fatto altrettanto con le loro mamme (o papà) quando erano più piccoli e gli pareva di ricevere meno del fratello! Ne sono passati di anni, ma ora tutto si ripropone più o meno negli stessi termini, seppur in contesti diversi: è la gelosia tra fratelli.

Vediamo di capire a quale bisogno del bambino risponde la gelosia e quale risposta adattaiva e funzionale può dare il genitore a questo bisogno. Ecco alcuni punti chiave:

1. I litigi tra fratelli sono funzionali allo sviluppo del bambino per la costruzione dell’identità;

2. Il bambino ha un costante bisogno di avere la certezza di essere amato dai genitori.

A volte in assoluta buona fede, possiamo comportarci in modo discriminante e questo provoca nel bambino un sentimento di gelosia; frasi particolarmente infelici possono essere: “tuo fratello alla tua età faceva già i compiti da solo”, “tua sorella ha una bella testa, ragiona meglio di te” e potrei continuare all’infinito! Questi accenti sulle differenze negative incentivano la gelosia anche nei bambini piccoli, che possono reagire potenziando comportamenti di lotta e di sfida verso fratelli e sorelle. Dobbiamo tenere in considerazione che la gelosia è il rifiuto di condividere ciò che i bambini hanno di più prezioso: l’amore, la dedizione e il tempo dei genitori. I bambini vanno educati a questa profonda condivisione, poiché richiede loro molta energia e può portare anche una certa sofferenza. Vanno educati giorno per giorno, con calma e perseveranza, consolando, abbracciando, rispondendo con fermezza evitando quel vago senso di “inadeguatezza genitoriale” del quale il bambino può sentirsi “colpevole”.

Ecco le 6 risposte che puoi dare a questi attacchi di gelosia tra fratelli:

1. Sottolineare le loro differenze, ciò che li caratterizza e li rende diversi (in senso positivo) dai fratelli. Le differenze al negativo elargite in larga misura possono incrementare la rivalità;

2. Correggere il comportamento e non la persona, ad esempio la frase “evita di comportarti da sciocchino” ha una coloritura emotiva diversa da “sei stupido”, con la prima si sottolinea che è il comportamento ad essere scorretto (e la persona nella sua integrità non viene messa in discussione), nella seconda viene attaccata la persona nella sua globalità;

3. Attenzione a dare preferenze (anche se di nascosto magari mentre il fratello è assente per un pomeriggio) al figlio con il quale si è più in sintonia. È fisiologico avere maggiore sintonia con un figlio in particolare ma questo non deve essere una miccia per far scatenare delle liti che poi ricadono sui figli;

4. Sfatare il mito della parità a tutti i costi tra fratelli!!! Far capire ai figli, meglio se fin da piccoli, che non è sempre possibile dare o dividere tutto in parti uguali; un genitore deve essere pronto a spiegare che ognuno riceve ciò di cui ha bisogno anche se in differita rispetto al fratello (un bambino di tre anni non può salire in bicicletta, così come un bambino di cinque non può mangiare un omogeneizzato come la sorella di 6 mesi!). Ogni bambino, anche se fratello o sorella, è diverso dall’altro i bisogni sono diversi e soprattutto non sono sempre contemporanei! Ad ognuno il suo e nel suo tempo.

5. Le regole valgono per tutti: a volte può succedere che ad un figlio vengano “risparmiate” delle regole (anche banali e semplici, come ad esempio riporre le scarpe nella scarpiera, riordinare i giochi, ecc…). La conseguenza è che, spesso, se non è il genitore a far rispettare le regole, ci può pensare il più grande, che si atteggia così ad esercitare un ruolo che non solo non gli è proprio ma che gli dà un potere nei confronti del fratello che poi potrebbe ritorcersi contro di lui.

6. Spiegare (e poi dar seguito con quanto si promette a livello di conseguenze) che minacce, svalutazioni, violenza sono comportamenti che in famiglia non sono tollerati e portano delle conseguenze su chi li pratica. Le conseguenze vanno spiegate e soprattutto devono essere applicate in maniera precisa.

Educare alla non violenza quando vi sono liti e competizione che nascono dalla gelosia mette il genitore a dura prova, si sa! Ma se scelte e comportamenti sono sostenuti da un chiaro orientamento al valore della reciprocità e della solidarietà in famiglia, il compito educativo diventa più leggero!

Se vivi un momento di diffcoltà per questa situazione tra i tuoi figli, siano essi dei bambini o degli adolescenti, vale la pena prendere in mano la situazione e farsi un’idea di cosa stia succedendo loro. E a te! Chiedi una consulenza scrivendo all’indirizzo segreteria@centrostudisanmarco.com o telefonando allo 0444597154; un nostro professionista ti contatterà entro 48 ore nel massimo riserbo!

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