Totem e adolescenti

totem2 gokTi starai chiedendo cosa hanno in comune un totem e un adolescente. La risposta è presto fornita. Il totem è un oggetto simbolico, che rappresenta una divinità. Se osservi con attenzione l’oggetto, esso non è altro che un pezzo di legno, più o meno lungo, più o meno decorato. In alcuni villaggi viene posto al centro, in molte famiglie si trova in una zona di passaggio o in un angolo. Il valore dell’oggetto è, appunto, il suo simbolo, quindi ciò che richiama, che ricorda.

Alcuni figli adolescenti costruiscono un totem e decidono di lasciarlo nella propria casa, magari in salotto, meglio sul divano o a fianco della televisione. E’ un totem invisibile, non è fatto di legno, marmo o altro, ma di pensieri. Lo vedono principalmente i genitori, alcuni ne rimangono ossessionati che non possono e non riescono a togliergli gli occhi di dosso.

Questi pensieri, che costituiscono il totem, sono fatti di preoccupazioni. Il ragazzo adolescente o la ragazza iniziano a comportarsi in modo da preoccupare i propri genitori. Visto e considerato che conoscono bene i genitori, normalmente sanno come farli preoccupare. Ecco che il figlio dell’integerrimo carabiniere inizia a frequentare cattive compagnie. La figlia della signora tutta casa e chiesa si getta nella braccia del primo uomo che passa nella via. I figli del macellaio che scelgono la via dell’alimentazione vegetariana. Un mio caro amico, il cui padre militò per anni nel partito comunista, convinto ateo e sostenitore delle idee marxiste, finì in convento come frate. Gli esempi sono mille.

Spesso i genitori mi chiedono il perché del comportamento del figlio e io uso la metafora del totem per spiegare che i figli da una parte sono molto protettivi nei confronti dei genitori. Hanno paura che lasciando la casa vuota, questi soffrano e non vogliono che ciò accada. D’altra parte sentono la necessità di costruirsi una vita fuori, e quindi lasciano un bel totem che li rappresenta in mezzo al salotto. I genitori quindi si preoccupano, e alimentano il totem che sempre più cresce. Il figlio si trova costretto a combinarne di tutti i colori, per tenere in vita questo totem che conforta i propri genitori.

Una delle domande che spesso rivolgo a questi genitori è: “Da quanto tempo non uscite insieme voi due?” Spesso i due si guardano imbarazzati e provano a lanciare date. Di fatto non ricordano perché hanno messo da parte la coppia per dare spazio alla coppia genitoriale. Ciò non è sbagliato, anzi, è stato necessario. Quando un figlio entra nell’adolescenza ecco che la coppia è bene che trovi un suo spazio, che si prenda lo spazio. La vita non finisce a cinquant’anni! Guai a vivere per i figli, si vive con i figli.

Ecco che i genitori in grado di capire questo iniziano a prendersi i loro spazi, a riappropriarsi della propria individualità e del rapporto di coppia. Escono, sorridono, riprendono a fare l’amore, ora sempre più libero perché non finalizzato alla procreazione.

Il figli colgono questo cambio, e iniziano a smantellare il totem, giorno dopo giorno. Fino a quando non rimarrà che un semplice pezzo di legno.

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