Quando l’ape e il cavolo non sono più sufficienti, e nemmeno la cicogna

cicogna1 gokArriverà un giorno, o forse è già arrivato, in cui a tuo figlio o a tua figlia, la storia dell’ape che impollina il fiore, o la scoperta del bebè sotto il cavolo non basteranno più, per parlare di sesso.

A parte il fatto che non ho mai capito il motivo per cui i bambini debbano nascere sotto un cavolo; verdura invernale che apprezzo, ma fatico a trovare un nesso con il tema della nascita e della sessualità in genere. E non tiriamo in ballo la famosa cicogna, animale tra l’altro in via di estinzione.

Raccontare ai figli queste storie non solo è poco utile, ma può risultare dannoso. Il pericolo maggiore è tenere fuori dalla famiglia il tema sessualità, considerarlo un tema off limits, o peggio un tabù. Ecco che spesso famiglie chiedono, e delegano, alla scuola o agli specialisti di trattare questo tema, con l’effetto di passare il messaggio ai figli che loro, i genitori, sono incompententi in materia. Se infatti ha senso lasciare ad un insegnante specializzato il tema dello studio delle funzioni, delle radici quadrate, della carta magna e di Ottone II, non è bene lasciare ad altri trattare il tema della sessualità.

Sarò provocatario, ma se avete dei figli dovreste essere discretamente eruditi sul tema sesso. Non serve certo l’esperienza di Rocco Siffredi e i suoi colleghi per parlare di sessualità ai figli. L’importante è anzitutto riportare il tema all’interno della famiglia. La scuola, gli specialisti ben vengano, ma in abbinata e non in sostituzione dei genitori su questo tema.

E’ importante distinguere quelli che chiamiamo “aspetti tecnico – meccanici” (qui potreste scoprire che i vostri figli sono più istruiti di voi) dal tema della relazione e dell’affettività. Si perché parlare di sesso senza parlare di relazione è un errore; il sesso è relazione. Sicuramente bisogna, prima di tutto, abbattere i tabù presenti nei genitori. Ancora la generazione attuale di genitori in Italia, anche se molto più disinibita della precedente, soffre una cultura in cui il tema sesso era poco trattato in famiglia.

Trattarlo in famiglia significa confrontarsi con i propri figli sul terreno dei valori, cioè di cosa ritengo veramente importante per me nella mia vita adesso. Terreno minato, perché presuppone un minimo di riflessione, prima di esporsi. I figli, specialmente gli adolescenti, non lasciano spazio margine all’ambiguità, e sono bravissimi a smacherare le incongruenze.

Per cui, prima di iniziare a trattare il tema sessualità poniti (meglio come coppia di genitori) le seguenti domande e sii sincero con te stesso:

a) qual’è la tua storia personale in termini di esperienze sessuali?

b) che cosa hai imparato dai tuoi genitori e dal mondo degli adulti quando  eri adolescente?

c) che cosa avreste voluto sentirvi dire dai tuoi genitori su questo tema?

d) quali sono i tabù ancora attivi in te in termini di sessualità?

Che tu lo voglia o no, tutto questo influisce sulle tue opinioni.

Non che si debba condividere con i figli le risposte a queste domande, ma di sicuro, quando avrai risposto, sarai più oggettivo, libero quindi nel parlare con i tuoi figli.

Il pericolo non è sempre quello di trattare il tema sessualità come un tabù, ma anche quello di trattarlo troppo. Pochi giorni fa, una ragazza si è lamentata con me della propria mamma, perché ogni volta che torna a casa dopo essersi vista con il suo fidanzatino deve subire un interrogatorio peggio di quelli del KGB. “Vi siete baciati? Sulla bocca?” etc. Il problema è che questa mamma vuole sapere tutti questi particolari perché, secondo lei, bisogna condividere queste esperienze in famiglia! Tutto questo è un falso ideologico, che passa sotto il nome di modernità educativa.

Il tema della sessualità è strettamente legato al tema dell’intimità, e va preservato con grande cura. La condivisione deve essere libera e non obbligata, e poi è giusto che i figli non raccontino proprio tutto ai propri genitori; questo si chiama processo di individuazione e separazione (percorso sanissimo!!!)

Quindi, prova a rispondere alle domande, ti aiuteranno a liberarti un pò dai pre concetti, dai condizionamenti che tutti noi, volenti o nolenti abbiamo nella nostra mente.

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