Le due prigioni degli adolescenti

adolescente ribelle gokL’adolescenza è un periodo intenso, pieno di impeto e di entusiasmo, di dolore e fatica, di spinta verso la crescita e al contempo paura della crescita stessa. I ragazzi hanno bisogno di genitori e adulti che siano fedeli accompagnatori, lungimiranti e inflessibili quando serve; che li abbiano a cuore e che li fermino quando esagerano, che li guidino e li autorizzino a criticare l’adulto per diventare egli stesso adulto sul serio.

Un figlio quando approda all’adolescenza cambia letteralmente i connotati: l’aspetto fisico ne risente immediatamente , la voce innanzitutto per non parlare poi dei caratteri sessuali che fanno capolino fino ad esplodere nella loro dirompenza bio-chimica! Una tempesta ormonale che non avrà uguali nelle altre fasi della vita: è unica e porta con sè ciò che serve per diventare adulti.

Ci sono delle prigioni interiori che accompagnano i ragazzi, prigioni che sono naturali e, possiamo definirle anche fisiologiche e quindi ineliminabili; ma sono pur sempre prigioni! La prigione è la costrizione in un luogo chiuso, dal quale vorresti uscire e nel quale ti manca la libertà e non sei quindi libero di agire e di prendere decisioni autonome. In questo momento mentre stai leggendo si sta componendo nella tua mente un’’immagine forte (la prigione) e ti permetterà di capire meglio quanto è scritto di seguito.

Le principali prigioni sono sono due:

1. LE ASPETTATIVE

Quali sono le aspettative ad imprigionare un figlio adolescente? Sono di 3 tipi: l’aspettativa dei genitori, l’aspettativa del gruppo di appartenenza, l’aspettativa dei professori – intesi sia singolarmente che come corpo docente-. Le aspettative vengono trasmesse in modo inconspevole e in modo consapevole; le aspettative dei genitori possono riguardare un sacco di aspetti della vita del figlio: il rendimento scolastico, la scelta degli amici, la scelta della scuola e del lavoro, la scelta del fidanzato o della fidanzata, i locali da frequentare, ecc. Diciamo che anche il modo con cui vengono (o non vengono) affrontate in famiglie queste aspettative (normali) dei genitori fa la differenza: c’è spazio per parlarne? c’è un solo pensiero a riguardo o in famiglia si possono ascoltare anche i pensieri (spesso disordinati) di un adolescente?

Le aspettative degli amici hanno un peso importante: sentirsi importanti ai loro occhi, avere qualcosa da raccontare per accrescere il proprio potere e la stima di sè da parte del gruppo inducono a compiere azioni illogiche o immature agli occhi di un genitore. Rispetto alle aspettative che nutre il professore verso l’alunno adolescente, bisogan aprire una parentesi e fare le dovute distinzioni: ci sono insegnanti e insegnanti. Un professore può esercitare fascino sui ragazzi, ma se gioca male il suo ruolo esprimendo autoritarismo o aggressività o, all’apposto, lassismo e poca stima verso il ruolo della scuola, allora arriva ad ostacolare il naturale investimento verso la costruzione di un progetto personale (eh…si, ricordiamocelo: andare a scuola serve per costruire il proprio futuro, non per prendere bei voti!). Una scuola che non chiede, una scuola che abbassa il livello per assecondare magari le iscrizioni, professori troppo morbidi non sono considerati credibili dai ragazzi e vengono sviliti. 

2. LE PAURE

La paura è un’emozione primaria che agisce non solo a livello di un chiaro ed evidente stimolo esterno (di fronte ad un rumore, un pericolo nella strada ecc…) ma anche a livello inconsapevole e determina le nostre azioni o le nostre indecisioni, facendoci retrocedere. Così è per l’adolescente: ma quali sono le sue paure? La paura di lasciare l’infanzia con le sicurezze che porta con sè, i vantaggi, le certezze affettive, la convivenza con il proprio “corpo da bambino” sono zone di comfort: lasciare tutto ciò è FATICOSISSIMO! Oltre chè anche doloroso. Lasciarle significa aprirle al nuovo, lasciar andare il vecchio. Si il vecchio sa di vecchio, non piace molto, repelle …ma è conosciuto e quindi rassicurante! Crescere significa sdoganare ciò che si conosce per aprirsi al nuovo che invece è sconosciuto e quindi pericoloso.

La paura di non essere accettato dal gruppo di amici nella testa e nel cuori di  un adolescente gioca sicuramente un ruolo di primordine: quante volte abbiamo visto un adolescente chiedere il motorino “perchè ce l’hanno gli amici” o andare in discoteca “perchè lo fanno tutti in compagnia” e si sentono mal considerati se non si adeguano a questi codici comportamentali. Il gruppo è  un fattore importantissimo e la risposta di un genitore non può essere solo estrema: porte totalmente aperte al gruppo e piena disponibiità a prescindere dal contesto oppure chiusura totale. Regole ferme, patti chiari, dialogo aperto e confronto continuo sono quattro ingredienti fondamentali.

La paura di deludere i genitore tira brutti scherzi: ho visto adolescenti sbagliare scuola, incanalare le proprie energie in una formazione scientifica pur avendo una naturale propensione per l’arte perchè convinto che mamma non lo avrebbero assecondato. Ho visto adolescenti rimanere a casa (adducendo la scusa che non esistono veri amici nella vita) ma per il timore inconsapevole di creare dolore e solitudine al genitore separato da poco; la sensazione di deluderlo se fosse uscito lasciandolo solo a soffrire ha avuto il sopravvento. La paura di deludere il genitore può tirare brutti scherzi! E tu avevi il timore di deludere i tuoi genitore quando eri adolescente? Come lo hai affrontato e gestito?

Come genitori siamo chiamati a liberarlo dalle prigioni, ridonargli la libertà di pensiero e di espressione, anche se sbaglia non importa. Lasciare che sbagli quando è adolescente è importante perchè così impara da solo. E imparare è una preziosa opportunità!

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