Inglese under 3 anni e dintorni

Child in a swimming poolOggi vi propongo l’intervista a due amiche del nostro blog: Daniela Vangelista Pedagogista Clinico e Gabriela Rivero Insegnante autorizzata “All English for Babies”.

Daniela perchè affrontare l’apprendimento di una lingua straniera, quindi della lingua inglese, fin dai primi mesi di vita?
Certo, conoscere la lingua inglese oggi è un’opportunità importante per i nostri figli, ma fino ad ora è stata un’esperienza per quei bambini che hanno un genitore anglosassone e che quindi crescono “bilingue”, cioè padroneggiano due lingue (italiano e inglese per esempio).
Da qualche anno è nato un metodo di apprendimento della lingua inglese anche per bambini under three (sotto i tre anni) che si basa sulla forza delle emozioni nell’apprendimento, che è la chiave per aprire la mente dei bimbi e farli accedere ad un altro codice linguistico. II bambini, anche quelli di pochi mesi, agiscono e reagiscono agli stimoli offerti dall’insegnante, felici di farlo, anche perché nel percorso di apprendimento è coinvolto un genitore o un nonno, quindi una persona significativa che dà sicurezza e predispone il bambino ad acquisire nuovi suoni.

Gabriela sei specializzata in questo metodo, ce lo puoi spiegare meglio?
All English for Babies (il nome del metodo n.d.r.) si prende cura dei bebè stimolandoli all’apprendimento della lingua inglese, senza creare confusione con la lingua italiana. Il metodo si basa sul principio che un bebè sottoposto simultaneamente a due lingue sviluppa un cervello bilingue che registra i due linguaggi separatamente. Un bebè esposto a una sola lingua, ovviamente, sviluppa un cervello monolingue. Per questa ragione quando si impara una seconda lingua da grandi si confondono (sovrappongono) le strutture ed è più difficile pensare in inglese.
Pensateci: è come se fossimo giardinieri e annaffiassimo due alberi, uno per l’inglese, uno per l’italiano, ognuno con le proprie radici, foglie e frutti evitando che si sovrappongano e aiutandoli a crescere come due alberi indipendenti.

Come viene applicato?
Durate le lezioni si usa una prospettiva multisensoriale che prende in considerazione la mente, il corpo e le emozioni. Il metodo d’insegnamento è focalizzato sui bisogni del bebè da 3 a 36 mesi, rispettando i suoi tempi, e proprio grazie a questa didattica si può applicare a ogni esigenza, a seconda dell’età e dello sviluppo personale in modo spontaneo e naturale, sia all’interno di un gruppo omogeneo di coetanei, sia in compagnia di un familiare.

Daniela hai potuto verificare quali benefici porta?
Si sono potuti osservare nei bambini ottimi risultati e benefici che riguardano ad esempio la pronuncia:

  • Fino ai 4 mesi tutti i bimbi possono imparare qualsiasi lingua alla quale vengano esposti.
  • Dai 4 mesi in poi capiscono i significati e distinguono le diverse lingue.
  • A 6 mesi acquisiscono l’accento della lingua alla quale ai quali sono stati esposti. (“il suono” non c’entra nella frase; “hanno” è verbo plurale e “è stato esposto” singolare, il soggetto “i bambini” è plurale
  • A 8 mesi può già riprodurre i suoni
  • Fra i 10 e 12 mesi il bambino diventa “sordo” (non riesce a decodificare il suono anche se lo percepisce) ai suoni che non ha mai ascoltato. Non riescono a riconoscerlo all’orecchio, anche se con il tempo riescono a riprodurlo, però con una certa difficoltà.

Rispetto alla grammatica i risultati si vedono anche in quell’ambito! Dagli 0 ai 3 anni la persona incamera la grammatica e la archivia nel cervello come se fosse un chip di memoria.
Il bebè dopo l’anno di lezioni capisce la persona che parla inglese e che quel vocabolario è collegato con la sua esperienza diretta. La riproduzione fonologica è sorprendente per la sua somiglianza a quella nativa. Comincerà a riprodurre in inglese nel medesimo tempo in cui inizierà a parlare in italiano.

Giorgia che impatto ha sugli aspetti cognitivi ed emotivi del bambino?
Dal punto di vista cognitivo il cervello si sviluppa molto velocemente nei primi anni di vita; questo significa che più è usato, più cresce. L’apprendimento di una lingua è uno dei processi più complessi e con questo metodo si sviluppa un potenziale d’intelligenza maggiore e offre la possibilità di sviluppare altre aree cognitive come la matematica, la musica, e anche facilitare l’apprendimento di altre lingue.
Mentre dal punto di vista emotivo il metodo ALL , usando come via preferenziale il gioco, sviluppa nel bambino una predisposizione positiva verso l’apprendimento delle lingue in futuro.
In particolare, nelle lezioni che vengono svolte con i genitori o i nonni, crea interazioni che consolideranno la relazione tra loro.

I genitori devono quindi conoscere l’inglese?
No, non è necessario che i genitori conoscano la lingua, possono comunque. collaborare nel processo, perché supportano il bebè nella lezione dimostrando entusiasmo così da sostenere lo sforzo nel processo di apprendimento

Ringraziamo Daniela e Gabriela per averci fatto conoscere questo nuovo approccio all’inglese che è ancora così poco conosciuto! Se hai qualche domande da rivolgere a Daniela e Gabriela qui sotto trovi i loro indirizzi mail.

Daniela Vangelista  info@lanuovastella.it, Gabriela Rivero, gabrielarivero@englishforbabies.com

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