Come aiutare i bambini a vincere le paure

 

La paura, insieme alla rabbia, è una delle prime emozioni che compaiono nei bambini. Si tratta di un’emozione legata al processo del crescere, fa parte della vita. E’ importante poterle riconoscere la paura per comprenderla piuttosto che combatterla a tutti i costi o peggio negarla.

La capacità di superare piccoli e grandi momenti di paura, consente al tuo bambino di crescere, si rafforza la sua autostima e diventa maggiormente autonomo.  

Un esempio è la paura chiamata “angoscia dell’estraneo” che compare nei neonati verso l’ottavo mese di vita. E’ l’indicatore di sviluppo che segnala la progressiva integrazione  di attività mentali che permettono al neonato di distinguere coloro che si prendono cura di lui da tutti gli altri.

Per questo motivo in questi mesi compaiono diffidenza e timore verso persone non familiari: non le riconosce!

 

L’ambiente familiare ha la fondamentale funzione di rassicurare e proteggere il bambino così da favorire una possibilità esplorativa sicura

 

Il tuo bambino, potendo contare sulla tua presenza emotiva e fisica, impara dall’esperienza affrontando i momenti di paura. Anche la paura del buio di un bambino ha a che fare con la fatica a separarsi da ciò che conosce, da ciò che riconosce come familiare perché rassicurante e prevedibile.

La paura del buio che si manifesta più avanti con l’età (nell’arco della scuola primaria), serve a proiettare su di essa i sentimenti scomodi che animano il mondo interiore del bambino.

I sentimenti scomodi possono essere ad esempio:

  1. difficoltà a metabolizzare lo stress scolastico
  2. difficoltà a rapportarsi con i diversi stili comunicativi delle insegnanti
  3. tempi più lunghi per apprendere

Man mano che tuo figlio cresce e riconosce ciò che lo fa stare a disagio anche grazie al tuo aiuto, anche la paura del buio diminuisce fino a sparire completamente.

Se ti trovassi davanti a manifestazioni di paura del tuo bambino che secondo te sono sproporzionate rispetto a ciò che gli è successo, chiediti che cosa ti sta comunicando. Spesso i bambini, specie se sono molto piccoli, comunicano il loro mondo emotivo attraverso il linguaggio del corpo e non è automatico decifrarne il significato.

 

Manda a tuo figlio un messaggio di sicurezza, di fiducia, di speranza come antidoto alla sua paura

 

Il tuo bambino sta bene quando sente la vicinanza dei genitori e la loro comprensione. Oltre all’abbraccio, un altro antidoto antipaura si può trovare nella lettura delle fiabe;  piacciono molto ai bambini, nonostante gli elementi paurosi, come streghe malvagie e mostri, in esse contenuti.

Le fiabe possono essere adattate da te nelle varie situazioni per rassicurare, infondere fiducia, contenere emotivamente e orientare, come strumento di comunicazione da utilizzare a seconda dei bisogno del tuo bambino. E’ un modo molto mirato di utilizzarla.

 

Costruisci e leggi la fiaba insieme al figlio

 

La fiaba è uno strumento di comprensione della realtà del bambino e dei sentimenti ad essa associati.

Perché la fiaba possa essere utile, è importante che parli di emozioni, che in quel preciso momento non riescono a trovare espressione diretta nel tuo bambino perché non ha ancora le parole giuste per esprimerle. In questo modo diventa più facile non solo riconoscere i timori interiori  ma anche condividerli. E della televisione cosa possiamo dire a proposito delle paure?

A differenza delle fiabe che possono essere adattate dai genitori con fini precisi, la televisione spesso propone immagini violente, anche quando si tratta di programmi per l’infanzia.  La realtà che viene teletrasmessa è solamente un pezzo di realtà non l’unica esistente; ma la modalità con cui viene propinata la notizia (con la sua insistenza, il suo linguaggio, i suoi toni) fa si che nei bambini suscitino angoscia e paura.

Mi riferisco soprattutto alle notizie del telegiornale. Il bombardamento televisivo di notizie sui rapimenti dei bambini, le uccisioni, mina la fiducia nei genitori.  Perché non si parla in televisione dei genitori che ogni giorno fanno il loro dovere, accompagnano i loro figli a scuola, li abbracciano e li riempiono di baci? Da un punto di vista strettamente educativo, certe frasi negative associate a certe immagini, è meglio proprio non farle sentire ai bambini, per esempio quando si mangia.

Si può scegliere, in alternativa, di proporre un momento di televisione da vedere insieme per vedere cosa viene trasmesso e parlarne. Se il bambino sente angoscia o paura, si spegne la televisione  e dargli la possibilità di stare a contatto con le emozioni, i pensieri e le sensazioni. 

 

Anche le emozioni negative fanno parte dell’esperienza di vita dell’essere umano

 

A noi genitori l’arduo compito di permettere ai mostri figli di sostare in loro compagnia anziché fuggirle!

Ti è piaciuto questo articolo? C’è altro che vorresti sapere, sul tema delle paure o su altro?
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