“Non voglio vestirmi. Non voglio cambiarmi. Non voglio mettermi questo”. Dai che si va a scuola in pigiama!

Quante decine di volte ti sei sentito dire dal tuo bambino che non vuole vestirsi, non vuole mettersi la maglia nuova, vuole proprio quella rossa che ieri sera ha sporcato di cioccolata; si…lui vede che c’è la cioccolata e vuole proprio la maglietta rossa. Sono le 7.30 del mattino, deve lavarsi, fare colazione, tu anche e poi ti aspettano in sequenza:

 

 

1. metterlo sul seggiolino dell’auto
2. districarti nel traffico
3. consegnanrlo all’educatrice/maestra
4. recarti al lavoro.

Se a questo punto mi dici che sei già stanca beh, ti do ragione. Questo menage stanca e fa andare in tilt il sistema nervoso di chiunque. La domanda che la fa da padrona è: “sono capricci? sono bambini viziati? ricevono troppo dai genitori? ricevono all’opposto troppe poche attenzioni?”
Eh, ma il meglio deve ancora venire: lo hai sgridato, lui ha pianto, si è messo la maglia che gli infilato di forza, non ha bevuto il latte, si è quasi addormentato in auto, e piangeva quando ti ha visto lasciarlo all’educatrice/maestra.E stai male, ti senti inadeguata, fioccano come neve i sensi di colpa! Magari ti fai pure il piantino e giuri che domani mattina farai diversamente, ma intanto passi una giornata al lavoro con il pensiero alle sensazioni sgradevoli provate tra le 7.30 e le 9.00, sensazioni che potrebbero rendere difficile la tua giornata e le tue relazioni personali.

E’ capitato anche a te di vivere un’oretta così? E che hai fatto per cambiare il risultato?

Adesso ti chiederai (alla faccia di chbi crede siano semplici “capricci”) “ma perchè i bambini fanno così, perchè si convincono con così tanta energia e non si schiodano facilmente dalle loro posizioni?” Beh …le risposte possono essere tante, ogni bambino è diovertso, diciamo che possiamo rintracciare alcuni motivi generali:

  1. i bambini non amano il cambiamento. Nemmeno per idea si staccano volentikeri da ciò che conoscono, piuttosto preferiscono il vecchio giocattolo malconcio e inservibile piuttosto che quello nuovo!
  2. i bambini non amano il ricatto. “se ti vesti con quella maglia, ti compro una bella cosa mentre andiamo a scuola”; il bambino si sente spinto a pattuire una ricompensa prima di venire a patti; se gli offri la condizione del “se” sarà indotto a pensare “Che cosa succederà se non lo faccio?” E potrebbe anche dirsi che è meglio mettervi alla prova per regolarsi per il futuro e vedere fino a che punto vi spingete a dare qualcosa in cambio per la maglietta….bambino intelligente direi!! Tu che ne pensi?
  3. i bambini non amano le imposizioni. Si all’opposto amano moltissimo essere coinvolti perchè si sentono considerati importanti: non gli servono 18 vestiti tra cui scegliere piuttosto amano sapere che li ascoltate, gli date importanza. Piuttosto di dirvi “Che cos’ha mio figlio che non va che deve sempre fare il difficile?” ditevi che è meglio avere un fiuglio che ha delle sue opinioni, dei suoi desideri e delle idee sul “maglia bella e maglia brutta” che sono diverse dalle tue e che questa differenza non è che l’inizio di un arricchimento per te. Lavorare in squadra con lui sarà entusiasmante!

Tanti genitori nelle consulenze mi chiedono “ma se gli lascio scegliere i vestiti poi vorrà essere lui a scegliere anche i cartoni animati alla tv, e anche l’orario in cui andare a letto ecc…”; non escludo che possa provare a vedere se il coinvolgimento funziona anche nelle altre situazioni della vita quotidiana. Glielo spiegherai, glielo farai capire che quelle non possono essere scelte sue, ma sono di mamma e papà che sanno di cosa lui ha bisogno.

Ci sono differenze sostanziali tra l’anarchia, il lavoro di squadra e le regole. E tu nella tua esperienza come hai fatto ad esercitarle?

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