L’ABC dell’autostima in 3 mosse!

L’importanza di una buona autostima per un bambino è sempre stata evidente : libri, articoli, interviste, fior fiore di esperti che ne parlano a destra e a sinistra. Per te genitore è impossibile crescere  tuo figlio senza preoccuparti dei suoi sentimenti a riguardo di se stesso  come essere umano. In tempi recenti pare che sia diventato anche un argomento sempre più popolare: libri per genitori, insegnanti, terapeuti e per gli stessi bambini mettono in risalto la necessità di “un’autostima positiva”. È facile fare confusione quando si pensa all’autostima dei bambini, quindi ti chiederai “cosa posso fare per aiutare mio figlio? Cosa posso fare io come genitore per la sua autostima che non può fare nessun altro?”

Ecco alcune riflessioni:

1. L’AUTOSTIMA SI SVILUPPA NEL TEMPO.

Le reazioni altrui influenzano in modo decisivo la valutazione che operiamo di noi stessi; In questa ottica il concetto di Sé e l’autostima si sviluppano attraverso un continuo processo di interazione reciproca tra il bambino e il suo ambiente familiare (compresa anche la famiglia allargata con i nonni ecc…);  tra questi due elementi c’è una condizione di costante reciprocità poiché il bambino agisce sull’ambiente familiare e l’ambiente familaire a sua volta  reagisce influenzando il bimbo, come a dire che niente gli passa inosservato! L’autostima non è determinata da un singolo episodio e da una singola e unica situazione ma da una serie di comportamenti che vengono perpetrati nel tempo in maniera pressochè identica e confermata dall’ambiente educativo (la scuola ad esempio). Non è una frase detta in malo modo dal genitore stanco da una lunga giornata di lavoro che fa abbassare l’autostima di un ragazzo; questo è un falso luogo comune che innesta solo terrorismo nei genitori, concordi?

2. ATTENZIONE ALLE ASPETTATIVE IDEALI

Le aspettative ideali si basano sulla prestazione che il bambino o il ragazzo ritiene che dovrebbe essere capace di eseguire. In quanto tale, lo standard ideale è tipicamente al di là del livello attuale di ciò che realmente riesce a fare; prendiamo ad esempio un bambino che pensa di poter andare in bicicletta senza le rotelline di appoggio, ma non avendo ancora bene imparato a stare in equilibrio in movimento cade ripetutamente. Gli standard ideali (cioè ciò che il ragazzo vorrebbe fare) possono riflettere tre elementi:

  1. gli standard personali del ragazzo
  2. le aspettative della famiglia
  3. le aspettative di altri adulti ritenuti importanti per i genitori (famiglie d’origine, insegnanti ecc…) e per i bambini (amici, educatori, ecc…)

Ricorda sempre che le apsettative sono veicolate sia dalle parole ma soprattutto dal modo e dal tono con cui pronunciamo quelle parole. La frase “hai preso 6 in matematica! Bravo” pronunciata con sguardo serio senza guardare negli occhi il bambino, ha un valore diverso dalla stessa frase pronunciata con un sorriso, un abbraccio e lo sguardo dirtto negli occhi!

3. VALORIZZA SEMPRE I RISULTATI REALI

Ti chiederai cosa sono i rusltati reali? I risultati reali equivalgono ai risultati degli sforzi che compiamo nelle nostre azioni (ad esempio un compito scolastico, una partita a pallone, ecc.). mentre le aspettative ideali si riferiscono al risultato che io mi sarei aspettato, per raggiungere il quale dovrei possedere determinare qualità (prestanza fisica, buona memoria, capacità tecnica). Per esempio, un bambino che dà valore al successo scolastico ed è un bravo studente sarà soddisfatto di se stesso; per contro un bambino che ha l’aspettativa ideale di essere popolare tra i suoi compagni ma che nella realtà ha pochissimi amici, soffrirà di bassa autostima.  E’ importante che dai sempre risalto ai risultati realmente raggiunti e che aiuti il bambino a vedere un futuro oltre quelli (se non sono stati positivi o non ne è pienamente soddisfatto). Quindi per osservare l’autostima che si sta costruendo tuo figli devi sempre osservare la distanza tra il risultato che si aspetta e quello raggiunto realmente.

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